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Dionisi al Sassuolo: storia di un sorpasso. Ora si cambia modulo?

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Il Sassuolo affiderà la sua panchina ad Alessio Dionisi, reduce dalla promozione all’Empoli. Sulla scia di Roberto De Zerbi

Il Sassuolo ha scelto l’erede di Roberto De Zerbi. Che non sarà Marco Giampaolo come ormai sembrava. E non sarà nemmeno Vincenzo Italiano, come sembrava fino a poche settimane fa. Sarà invece Alessio Dionisi a sostituire il tecnico bresciano, reduce da due ottavi posti consecutivi e undicesimo al primo anno sulla panchina neroverde (rispettivamente secondi e terzi migliori risultati di sempre, in più quest’anno anche il record di punti della storia del Sassuolo in A, 62). Non sarà impresa facile dunque rimpiazzare il tecnico bresciano andato allo Shakhtar. Il Sassuolo aveva scelto il suo erede naturale, Vincenzo Italiano, ma il tecnico ha scelto di restare allo Spezia. E così il Sassuolo ha avviato una sorta di casting: Giampaolo, Montella, Dionisi, Stroppa (mai un concreto interesse per Pirlo) e alla fine ha scelto Dionisi, approfittando dei problemi sorti tra la Samp (che aveva in mano l’intesa con l’allenatore) e l’Empoli.

Il nuovo Sassuolo di Dionisi: spazio al 4-3-1-2

Nessun accordo infatti tra la Sampdoria e l’Empoli sull’indennizzo per i toscani (Dionisi aveva un altro anno di contratto). Nessun problema invece, da questo punto di vista, tra Sassuolo e il club del presidente Corsi. I rapporti sono splendidi, i toscani hanno apprezzato la classe della dirigenza neroverde che si è mossa contattando l’Empoli, perché Dionisi era sotto contratto. Non sarà un problema l’indennizzo: circa 700mila euro, da convertire probabilmente con il prestito di un giocatore. E ora a Sassuolo arriva Dionisi, un altro tecnico della nouvelle vague italiana, sulla scia proprio del DeZe. Certo, al primo anno assoluto in A bisognerà probabilmente avere pazienza. Tanto dipenderà dalla squadra che verrà costruita (tante le voci sulle cessioni ma il Sassuolo è da sempre allergico alle rivoluzioni e non partiranno tantissimi big). Se dovesse arrivare, come sembra, il tecnico amiatino sulla panchina del Sassuolo, allora potremmo assistere alla nuova metamorfosi del club neroverde, con il 4-3-1-2 come marchio di fabbrica. Spazio a Raspadori con Caputo. C’è anche Scamacca. Senza dimenticare Berardi e Defrel. Probabilmente, se il modulo fosse confermato, andranno via gli esterni. Ma questa è un’altra storia.