Essere Gigio Donnarumma: inattaccabile ma attaccato

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© foto www.imagephotoagency.it

Epilogo sportivamente drammatico per il baby prodigio del Milan: i suoi errori regalano la finale di Coppa Italia alla Juventus. Il postpartita…

La finale di Coppa Italia va come da pronostico alla Juventus: quarto successo consecutivo per la banda Allegri, che rifila un poker ad un Milan puntualmente venuto meno nella ripresa. Non aiutato dagli errori decisivi commessi dal suo portiere fenomeno: Gigio Donnarumma sbaglia in occasione del secondo e del terzo gol bianconero, archiviando di fatto una contesa che passo dopo passo si stava indirizzando sui binari avversari. Topiche evidenti che certamente non vanno dettagliate: Donnarumma ha clamorosamente mancato l’appuntamento con la finale, gara che avrebbe potuto consegnare un successo stagionale ad un Milan in rifondazione – Gattuso l’aveva chiamata Coppa del mondo – ma che invece obbliga i rossoneri a passare dalla lastricata via del campionato per accedere alla prossima edizione dell’Europa League. Lì dove il prossimo confronto diretto con l’Atalanta racconterà buona parte dell’esito finale di quella porzione di classifica.

Donnarumma, la rabbiosa reazione social

Giubilo. Risulta davvero singolare analizzare la rabbia con cui la platea degli appassionati a questo sport si scaglia puntualmente su Gigio Donnarumma ad ogni errore. Come se gli chiedessero il conto per il suo milionario ingaggio, percepito in età precoce, qualcosa che dà troppo fastidio ad un Paese che oramai tende mediamente a realizzarsi dopo i quarant’anni. Se va bene. Non che Donnarumma vada difeso da chi vi scrive e ci mancherebbe altro, ma non è comune trovare tanto godimento agli errori di un suo collega. Nel mirino ci è finito lui, forse inevitabilmente per come è abituato a ragionare questo Paese: primo portiere del Milan a sedici anni, poi la querelle sull’oneroso rinnovo contrattuale, i club di mezza Europa a corteggiarlo, il suo noto procuratore intenzionato a fargli lasciare il Milan, l’accordo finale con tanto di riconoscimento economico. Appena maggiorenne. No, il popolo italico non è riuscito a perdonargliela. Quando è troppo è troppo. E tutto questo non può consentire errore: se a diciotto anni, ora diciannove, percepisci una remunerazione pari a sei milioni di euro e per trattenerti alla causa rossonera hanno persino ingaggiato quello sconosciuto di tuo fratello, non ti è permesso sbagliare. Non puoi, non sei nella condizione di farlo.

Beh, pensavate che Donnarumma non avrebbe più sbagliato?

Invece Gigio Donnarumma è nel pieno della sua maturazione tecnica ed agonistica. Nel fiume di un percorso sportivo che ha mosso i suoi primi passi in maniera fragorosa, con l’escalation che vi è ben nota. Milan, le prime convocazioni in nazionale alle spalle del centenario Buffon, l’ingaggio da top player. Lo stato dell’arte racconta, come logico che sia, di un portiere in grado di effettuare parate illogiche – quella su Milik in occasione di Milan-Napoli la fa lui e chi altro? – e che deve scontrarsi con la realtà della sua esperienza: a diciannove anni si sbaglia. Perché non tutto è stato perfezionato. Si sbaglierà anche dopo, quando la traiettoria di un calciatore si avvia ad essere quella ottimale. Probabilmente si sbaglierà di meno, meno di quanto oggi accada a Gianluigi Donnarumma, che resta un baby prodigio da comporre nella sua essenza definitiva. Così difficile comprenderlo? O forse non lo si vuole comprendere? A quel punto la rabbia dei social ci risulterebbe più logica da intuire, perché pretestuosa di per sé. Ah, un avviso: Donnarumma continuerà a commettere errori. Magari ancora decisivi per le sorti di una gara e di una coppa, come accaduto ieri nello scenario dell’Olimpico. Giusto per prepararvi alle prossime reazioni.

Perché Gigio Donnarumma è inattaccabile

Ed invece Gigio Donnarumma ha lo status ideale del profilo inattaccabile. A sedici anni, mentre i suoi colleghi fanno fatica ad emergere nella categoria degli allievi, viene da ridere soltanto a pensarlo, lui si era preso la porta del Milan. Sì, il Milan, uno dei club più titolati del pianeta calcistico. Ovviamente non è tutto, perché poi questo ruolo, Gigio Donnarumma, è stato in grado di mantenerlo. Aderendo nelle stagioni successive alle aspettative riposte sul suo profilo e dunque sulla sua piena maturazione: mai nessuno in casa Milan, dal giorno dell’esordio, ha messo in dubbio la sua titolarità. Vi sembrava scontato? Siete davvero fuori strada! Si è poi giunti alla concessione dell’ingaggio milionario, pur di non perdere un patrimonio così visibile. Sì, perché di questo si tratta: un patrimonio. Del Milan e del calcio italiano tutto. Che invece di esultare al suo primo errore, magari perché invidioso del suo ricco stipendio, dovrebbe difenderlo e tutelarlo, in un’era di totale assenza di talento, costata la vergognosa mancata qualificazione dell’Italia al prossimo Mondiale. Tutto il resto è francamente incomprensibile ed inaccettabile. Alla sua attuale età gran parte dei colleghi vivacchiano in Primavera e faticano ad emergere, lui è già una realtà consolidata del calcio italiano e desiderio di quello internazionale. Ieri è mancato, vero, ma in una finale proprio con la Juventus – la Supercoppa Italiana della passata stagione – aveva personalmente deciso l’esito respingendo un calcio di rigore a Paulo Dybala. Questo va nel dimenticatoio, come ben vedete fa comodo concentrarsi sugli errori.