Connettiti con noi

Inter News

Inter Juve: Handanovic e i delitti dell’esperienza, altro che Forever Young…

Pubblicato

su

Il primo Inter Juve di Coppa Italia ha lasciato nel cuore dei nerazzurri un mix di amarezza, consapevolezza e sgomento per gli incredibili errori di Handanovic e Young

Uscire battuti da un Inter Juve è quanto di peggio il tifoso nerazzurro possa immaginare. Eppure il primo round della semifinale di Coppa Italia ha provocato sensazioni contrastanti tra loro, ma al contempo la certezza di quanto talvolta l’esperienza non faccia la differenza. Anzi, la possa fare in negativo.

Mai come in questa occasione la sconfitta è da attribuire a grossolani errori individuali. Perché la prestazione c’è stata. Magari non quella pressoché perfetta ammirata nella sfida di campionato, ma certamente all’altezza dei campioni d’Italia. Come si suol dire, ai punti il pareggio sarebbe stato, senza grossi dubbi di smentita, risultato più che meritato.

Dunque resta dentro la consapevolezza di aver ormai raggiunto il livello della Juve, affrontata oltretutto senza Hakimi e Lukaku. Non esattamente due giocatori qualunque, quanto piuttosto i principali cardini di gioco nel sistema di Antonio Conte.

Gli errori individuali non sono però purtroppo una novità. E spesso anche gli interpreti sono gli stessi. Le aspre critiche ad Handanovic sono ormai storia antica nei commenti del popolo nerazzurro e c’è chi da mesi spinge per la candidatura di Radu o addirittura per quella del baby fenomeno Stankovic.

Sforzandosi di essere razionali, sarebbe probabilmente un rischio fuori luogo accantonare immediatamente lo sloveno. Se da un lato, però, una certa mancanza di reattività la mettiamo in conto rispetto al passato, non può essere accettabile l’errore commesso contro i bianconeri.

Una lettura pessima della situazione, una stupidaggine concettuale che da un portiere di enorme esperienza non ci si aspetta. Oltretutto considerato anche il movimento di Bastoni che con largo anticipo gli aveva segnalato con il braccio destro di rimanere in appoggio, a debita distanza.

La gita fuori porta di Samir è stata poi anche determinante nel favorire l’intuizione di Cristiano Ronaldo. Con lo spazio davanti a sé occupato dal portiere nerazzurro, l’asso portoghese si è tolto ogni dubbio potendo dunque anticipare la mossa di Bastoni e rubandogli il tempo.

Ma il difensore interista avrebbe potuto “spazzarla”? Sì, a posteriori è sin troppo facile dirlo. Ma concettualmente la risposta è invece contraria. Nella sua testa l’indicazione con il braccio largo verso Handanovic avrebbe dovuto essere ben recepita dal compagno. Permettendogli una comoda chiusura laterale palla al piede, di quelle che si vedono a decine in ogni partita e che permettono spesso una pronta ripartenza in fase di possesso.

E a proposito di esperienza, che dire di Young. Nell’epoca del VAR e delle lenti d’ingrandimento restano inconcepibili sciocchezze di questo tipo. Men che meno da giocatori che hanno superato abbondantemente la trentina. Il mancato “tagliafuori” su Cuadrado è già di per sé criticabile, la trattenuta per il braccio una condanna senz’appello.

Lieve quanto vogliamo, accentuata dal colombiano quanto vogliamo, ma troppo evidente nella sua dinamica per cadere inosservata. Sarebbe stato meglio, a quel punto, “scommettere” sull’imprecisione al cross di Bernardeschi. Perché a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. E l’esperienza dovrebbe essere strumento fondamentale nelle letture del gioco e delle situazioni. Altro che Forever Young…

Advertisement