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Italia, Ventura e il peccato originale: come Ratzinger, dopo Wojtyła..

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Gian Piero Ventura è sulla graticola dall’arrivo sulla panchina dell’Italia. Paga una colpa non sua, un peccato originale che non riesce a lavare

Criticare Gian Piero Ventura, dopo la partita con la Spagna, sembra essere diventato lo sport nazionale. E va bene che il ritornello che in Italia «siamo tutti allenatori» è un refrain ormai entrato nel costume del Paese, ma c’è qualcosa che proprio non torna nell’atteggiamento del tifoso medio nei confronti del ct. Con i suo modi spesso abbottonati, consapevole che quella su cui siede è la panchina più importante della sua carriera, Ventura lo ha ammesso anche ieri sera in conferenza stampa. Quando gli hanno parlato di luna di miele finita, l’ex allenatore del Torino ha spiegato che lui in viaggio di nozze non è mai andato. Alla prima partita, l’amichevole persa contro la Francia, Gian Piero Ventura ha capito che in azzurro non sarebbero state, a meno di miracoli, rose e fiori.

Ma perché, ci domandiamo, a Ventura non viene perdonato nulla? In fondo non è l’ultimo arrivato. È quel tipo di allenatore che, volendo fare un richiamo al più in voga Maurizio Sarri, viene spesso definito “maestro di calcio”. Eppure giù i fischi dopo la sconfitta contro la Spagna, le critiche sul modulo (legittime, ma del giorno dopo), i titoloni dei giornali e le prime frecciate dai vertici della FIGC, le frasi che iniziano con «fiducia confermata» e terminano con un lunghissimo «ma…».

Noi a questa domanda una risposta ce la siamo data: perché Ventura è sulla graticola da sempre? Il motivo è che il ct paga colpe non sue, un peccato originale che non riesce a lavare: il fatto di essere arrivato dopo Antonio Conte o, più semplicemente, di non essere Antonio Conte. Non dispone, agli occhi dell’opinione pubblica, del carisma necessario a trascinare la comunità calcistica italiana. In Francia direbbero che probabilmente manca del “physique du rôle“.

Una cosa del genere l’abbiamo vissuta un po’ di tempo fa, in altri ambiti. Ricordate cosa avvenne dopo la morte di Papa Wojtyła? Chiedetelo a Ratzinger, un Pontefice che non poté mai godere dello stesso calore per limiti caratteriali propri e – restando in tema religioso – per colpa di un peccato originale: quello di essere arrivato dopo Giovanni Paolo II. Chi sarà il Bergoglio dopo Ventura, però, è tutta un’altra storia…