Juve hai esagerato. Ma a parti invertite?

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© foto www.imagephotoagency.it

La Juventus ha certamente esagerato sabato sera quando, alla fine della sfida contro il Genoa, s’è scagliata contro l’arbitro Guida  e la sua decisione alquanto impopolare: niente calcio di rigore in pieno recupero nonostante la clamorosa stoppata di Granqvist. Il pallone, però, tocca prima un’altra parte del corpo e quindi l’intervento sarebbe da giudicare involontario. Peccato che l’arbitro di porta abbia gridato a più riprese “E’ rigore” mentre il direttore di gara abbia fatto orecchie da mercante confidando poi di non essersela sentita. Tutte cose che ci possono stare e che possono fissare la verità esattamente nel mezzo. Ma la vecchia Signora ha certamente perso la testa dimenticandosi il cosiddetto aplomb da “stile Juve” tirando in ballo la malafede, urlando “vergogna” e ponendo persino dubbi sull’integrità dello stesso arbitro visto le sue origini campane (“Io tengo alle sorti del Napoli” avrebbe detto tempo fa in un’intervista).

DARE L’ESEMPIO – Certo: a caldo è difficile mantenere la calma se ci si sente presi in giro, ma Conte e Marotta forse dimenticano che ci sono milioni e milioni di tifosi che ascoltano e che prendono esempio dai loro beniamini. Ergo: non ci si deve stupire se poi ogni domenica sui campi di periferia i bambini di 10 anni mandano a quel paese le casacche nere e i genitori scatenano risse insultando questi ultimi o i figli altrui. Va bene sfogarsi (capita a tutti di perdere la “brocca”), ma addirittura pensare ad un complotto ci sembra un tantino esagerato. Ma il mondo è bello perché è vario e soprattutto perché ognuno reagisce a modo suo e può dire quello che pensa pagandone eventualmente le conseguenze.

SQUALIFICHE – Conte, Lichtsteiner e Chiellini, difatti, rischiano qualche giornata di squalifica dopo la bagarre finale e gli insulti a Guida. Probabilmente sabato sera sarebbero saltati i nervi anche al più tranquillo degli allenatori di serie A, ma è certo che il vecchio stile Juve non c’è più e ora con Conte è bello che morto e sepolto. Lui non le manda a dire e se c’è da bastonare bastona eccome. D’altronde è stato bastonato dalla giustizia sportiva ed è uno dei pochi ad aver pagato. Com’è andata a finire per Cannavaro e Grava? Mah! Giustizia all’italiana, come sempre. Ma il punto non è questo. Il punto è che  forse Conte avrebbe dovuto contare fino a 10 prima di andare davanti alle tv e bisticciare con chiunque ma questa è la sua forza e bisogna accettarlo così com’è: è focoso e s’infervora quando subisce un’ingiustizia. Ci sta. Basti pensare che c’è gente che perde la testa per molto meno e per cose molto meno importanti: pensiamo a De Laurentiis, Pulvinrenti o Zamprini. Loro non sono immacolati. Ma la domande finale che si sono posti un pò tutti quelli che ruotano attorno alla Juve e che da tempo seguono le vicende bianconere: ma se la decisione fosse stata presa a parti invertite?

BAGARRE – I giornali, le televisioni e i siti internet avrebbero passato giorni e giorni a titolare contro la Vecchia Signora sventagliando la consueta sudditanza psicologica nei suoi confronti. E questo non è giusto. Ci vorrebbe più equilibrio da parte di tutti. Sia dagli addetti ai lavori che dovrebbero evitare di sbragare in quella maniera davanti alla tv, ma anche da parte di chi giudica e dovrebbe (e sottolineo dovrebbe) analizzare le situazioni in maniera oggettiva e distaccata. Dare addosso sempre e solo ad una squadra, la più scomoda e la più antipatica, è facile. Ma perché non si parla anche degli altri? Perché non si parla per settimane intere dei favori arbitrali capitati a Lazio e Milan, giusto per fare due nomi a caso? Perché non si è parlato a lungo di tutti gli episodi favorevoli capitati all’Inter nell’ano del triplete? Perché forse non fa notizia. Parlare di Juve, invece, tira sempre, come la patata. Ed allora siamo d’accordo con Agnelli: “E’ dura fare i Lord”.