Juventus-Genoa, rebus Granqvist: conta l?involontarietà?

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JUVENTUS GENOA – E’ ancora il tocco di mano di Andreas Granqvist a tener banco per la 22esima giornata di Serie A: la redazione de La Gazzetta dello Sport ha provato ad analizzare la vicenda tenendo conto del regolamento e delle direttive agli arbitri. Il nodo, infatti, è qui, ma potrebbe esser sciolto in diversi modi: innanzitutto il giudizio dell’arbitro di porta non ha la stessa valenza di quello del direttore di gara, che ha sempre l’ultima parola; inoltre, nel 2007 Collina, allora designatore italiano, arrivò con alcuni tecnici alla conclusione che «non sempre quando si tocca la palla di mano in area è rigore. Se la palla schizza su una gamba e finisce involontariamente su una mano o su un braccio, anche se in maniera plateale, è involontario». Tutto chiaro per il quotidiano, anche se non vien tenuto conto della direttiva di Braschi, che considera punibili tali interventi anche se involontari: «Se un giocatore affronta un avversario tenendo le braccia larghe deve sapere che se poi tocca la palla sarà concesso il rigore anche se non si hanno certezze sulla volontarietà. Questo perché è punito il fatto di aver impedito un tiro, un cross o un passaggio. Il difensore deve memorizzare il rischio che comporta questa scelta». Tutto chiaro anche qui. Ma allora Granqvist in quale casistica rientra?