Laurini e la Fiorentina: «Contro il Napoli non sarà facile, ma…»

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Vincent Laurini si sta inserendo nella Fiorentina di Pioli: «Il pareggio nel finale contro la Lazio ci ha dato nuova consapevolezza»

Voluto da Sarri, coccolato da Giampaolo, ora talismano per Pioli nella nuova avventura a Firenze. Vincent Laurini non può lamentarsi del suo primo approccio all’avventura con la Fiorentina: «Il mio sogno è la nazionale? La mia nazionale è la Fiorentina». E sul prossimo Mondiale, lui che è francese, forse non si esporrà più di tanto: «Non tiferò per nessuno, perché mio nonno è italiano e gli azzurri non ci sono. Simpatizzerò per la Francia, la patria in cui sono nato, ma niente di più. Mio nonno è di Gubbio e io sono cresciuto con il calcio italiano».

REMEMBERING EMPOLI – Tutto però è iniziato con Maurizio Sarri, come conferma il terzino a “Il Corriere dello Sport”. E domenica si incroceranno di nuovo in Napoli-Fiorentina: «Mi ha voluto cinque anni fa a Empoli. Non appena arrivato, mi chiamò per due chiacchere nello spogliatoio: era stato lui a fare il mio nome al d.s. Carli. Mi ha dato tantissimo: è una persona puntigliosa, un martello, un allenatore che non fa passare niente. Quello che non funziona viene riprovato finché i meccanismi non sono rodati». Qualcosa è rimasto di quell’avventura: «Sarri era sempre al campo d’allenamento, sempre a lavorare, a cercare la soluzione migliore».

NUOVA AVVENTURA – Qualità in difesa e qualche difficoltà in fase offensiva, Laurini vuole lavorare sui suoi difetti: «Sono nato terzino e sono portato per natura a difendere, ma il calcio moderno si è evoluto: devo migliorarmi». Contro il Napoli il pericolo numero uno sarà Insigne: «Questo è uno stimolo. Affrontare campioni del suo calibro non ha prezzo». La svolta della Fiorentina è stato il pari nel finale con la Lazio: «Ci ha dato una scossa. Volevamo quel risultato a tutti i costi e ce lo siamo presi». Ci sono diversi francesi con lui in squadra: «Eysseric si è infortunato, ma lo conosco bene e so che convincerà tutti. Veretout lo conoscevo solo di nome, ma è un calciatore completo. Théréau a Empoli ci ha segnato tante volte, non avevo dubbi sulle sue qualità».