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Calcio italiano

Lecce, Corvino: «Inizia la fase di analisi per la A. Vlahovic? Ne scoprirò di più forti»

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Pantaleo Corvino, direttore sportivo del Lecce, ha parlato della stagione dei giallorossi e del futuro ai microfoni del Corriere dello Sport

Pantaleo Corvino, direttore sportivo del Lecce, ha parlato della stagione dei giallorossi e del futuro ai microfoni del Corriere dello Sport. Le sue dichiarazioni:

«Durante le partite apro l’ufficio e le guardo da solo. E’ un modo per sopravvivere perché in Tribuna non stacchi mai».

LECCE – «Alle 9 del giorno dopo la promozione ero già in sede. Per un attimo ho pensato di restare con la famiglia, ma venerdì mi hanno beccato diversi procuratori dei ragazzi dicendomi che dovevano parlarmi e devo incontrarli. Non mi fascio la testa, ma la A è diversa dalla B. Prima di decidere serve fare analisi attente. Una carta in mano ce l’ho. Il Lecce di oggi è diverso da quello di due anni fa ed è simile al primo in cui io arrivai. Ora il nostro sistema funziona e abbiamo rimesso a posto anche il settore giovanile. Le idee creano fantasia e sono riuscito a fare ciò che mi era già riuscito vent’anni fa. Con Trinchera formiamo un bel tandem. Abbiamo lavorato sul mercato estero, sulle strutture e sui giovani, oltre ad un mercato oculato in Italia. Coda, Di Mariano e Strefezza mi sono costati 550 mila euro».

FUTURO – «Le analisi cominciano in queste ore soprattutto dei giocatori. Qualcuno di questi giocatori può restare per costruire l’ossatura della squadra in Serie A».

BARONI – «Dobbiamo parlarci anche se non vedo controindicazioni. Ho deciso di mandare via Corini con tre anni di contratto dopo un’analisi sui gol subiti. Subivamo troppo e ci voleva equilibrio. Con Baroni ho stretto un patto: lui mi avrebbe aiutato a riportare in A il Lecce e io avrei fatto di lui un allenatore per la massima serie».

VLAHOVIC – «E’ molto forte, ma non voglio commentare le strategie altrui. Adesso incontra delle difficoltà, ma non ne sono meravigliato perché passare alla Juve comporta anche un periodo di assestamento. E’ il più forte dei giocatori scoperti? Figuriamoci se faccio nomi, troppi malumori dopo. Posso solo dire che il più forte è quello che scoprirò, i nomi a tempo debito»

CALCIO ITALIANO – «Colpa degli stranieri? Tutte balle. E’ colpa dei presidenti che vogliono fare tutto confidando nei procuratori. E’ stata messa da parte una scuola di dirigenti che teneva e tiene in piedi la baracca».