Oddo: «Voglio dimostrare di saper vincere anche in A»

Iscriviti
oddo pescara napoli
© foto www.imagephotoagency.it

Presentato questo pomeriggio il nuovo tecnico dell’Udinese. Massimo Oddo prende il posto di Gigi Delneri e annuncia di voler riscattare se stesso e la squadra.

41 anni, reduce da una non memorabile guida sulla panchina del Pescara, ha assunto in questi momenti la guida dell’Udinese. Decisiva per Gigi Delneri l’ottava sconfitta conseguita in questa stagione.

Massimo Oddo si è presentato alla stampa e dirigerà la prima seduta di allenamento al Bruseschi oggi alle 15.

Le scelte della società sono spiegate da Manuel Gerolin, direttore sportivo dell’Udinese. «Abbiamo deciso di esonerare Delneri che ringraziamo per questo anno e poco più di lavoro insieme a noi. A parte i risultati devo dire che non eravamo contenti di come giocava la squadra che non si è espressa come doveva e quindi siamo arrivati a questa decisione. Massimo Oddo è alle prime armi però l’Udinese lo seguiva già da un anno e mezzo con i suoi primi passi al Pescara. Non è una scelta azzardata ma con un ragionamento logico. Pensiamo sia la scelta giusta con questo gruppo si stranieri e giovani che possono dare molto. Ben arrivato all’Udinese».

La parola è poi passata al nuovo allenatore della squadra che ha cominciato con un saluto a Delneri. «Ringrazio la società di questa opportunità, ringrazio Delneri. Io ci sono passato. Quando le cose non vanno bene non è sempre e solo colpa dell’allenatore, ma a pagare è sempre lui. Io lo stimo moltissimo e purtroppo è una cosa che succede a tutti noi allenatori. Troverò sicuramente i frutti del suo lavoro. Sono molto contento di questa opportunità, per essere tornato in Serie A e sono contento perchè questa è una società che ha ambizione e che mette a disposizione del proprio staff strutture di primo livello. Non sono qui a promettere nulla, ho una mia filosofia che cercherò di imprimere ai ragazzi. L’Udinese è una squadra che ho visto anche dal vivo e che ha buone individualità e con giovani promettenti che hanno bisogno di crescere. Prometto solo il massimo impegno e la massima professionalità».

«Non trovo corretto dire cosa è carente la squadra, perchè un conto è vederla dall’esterno, un conto è vederla dall’interno. In questo momento mi sento solo di esaltarne le potenzialità e secondo me ci sono. C’è una base di squadra valida, con giocatori di prospettiva e cercheremo di lavorare su questo. La mia filosofia non è riconducibile ad un modulo predefinito, non deve adattarsi la squadra a me, ma io ai giocatori. Vorrei che la squadra esprimesse le mie caratteristiche come l’aggressività, il giocare sempre, non avere timore riverenziale, non fare barricate, provare a giocarsi sempre le partite a viso aperto».

«Quello che avete visto in passato fare alle mie squadre non è detto che lo vedrete in futuro, dipende dai giocatori e dalle loro caratteristiche, valuterò i ragazzi, li conoscerò in campo e in base a questo mi farò un’idea e la concretizzerò in campo capendo cosa possono fare e cosa vorrebbero fare anche loro, poi deciderò io. Punto su tutti, quando sono arrivato ho chiesto una lista completa della prima squadra e alcuni della primavera, non precludo nulla, partono tutti da zero ed è giusto che sia così quando c’è un allenatore nuovo. Mi aspetto tanto da tutti e sta a loro dimostrare e recepire quello che voglio io e chi lo capirà avrà più possibilità. Punto sul gruppo e chi dimostra di più va in campo domenica dopo domenica».

«Gli obiettivi per questa stagione sono di fare un bel campionato, dare una mentalità, mantenere la categoria. E per fare il meglio possibile bisogna lavorare tanto e dare molta importanza al gruppo. Credo che l’esaltazione del singolo si ottenga attraverso l’esaltazione del gruppo».

«Io vengo da due anni uno fantastico e uno da incubo. Purtroppo mi porto dietro un’etichetta vincente in B e che non ha vinto in A e sono qui per smentire questo. Domenica incontreremo il Napoli, che torna spesso nei momenti chiave della mia carriera. Sembra sia nel mio destino e se sono qui è per smentire determinate cose, ripartire e dimostrarne altre. Magari è proprio la partita giusta».