Pagliari: «Stipendi? I calciatori devono dare una mano, non il braccio» – ESCLUSIVA

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Pagliari
© foto www.imagephotoagency.it

L’agente sportivo Silvio Pagliari in esclusiva ai nostri microfoni per parlare di Serie A, taglio stipendi e calciomercato

L’agente Silvio Pagliari è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per parlare del futuro della Serie A, del taglio agli stipendi dei calciatori e dei cambiamenti che subirà la sessione estiva di calciomercato.

Com’è cambiato il lavoro dell’agente durante il periodo di emergenza?

«Non potendo andare in ufficio, il lavoro si sviluppa tra Skype e telefonate. È totalmente diverso, in questo momento è necessario utilizzare di più la tecnologia. Non è la stessa cosa di guardarsi in faccia, ma ci siamo adeguati».

Uno dei tuoi assistiti, Manolo Gabbiadini, è risultato positivo al Coronavirus.

«La notizia di una persona positiva sorprende sempre, perché ti chiedi da ignorante “se colpisce un giovane in piena condizione fisica, può colpire chiunque”. Lui mi diceva che stava bene, il contagio è passato nel giro di dieci giorni. Però lui è rimasto fermo per circa due settimane, poi ha ripreso ad allenarsi a casa».

Sì parla tanto del futuro della Serie A. Da che parte stai?

«Sentendo in giro, sembriamo tutti dottori o virologi. C’è un comitato tecnico-scientifico che dovrà dire se ci saranno le condizioni per continuare. È chiaro che a tutti farebbe piacere rivedere i giocatori in campo, anche se con gli stadi a porte chiuse, ma parliamo dell’incolumità fisica delle persone. Certo, per il sistema calcio sarebbe un toccasana riprendere, ma è necessario avere le dovute accortezze. Sono dell’idea che si debba ripartire, ma ripeto, con le giuste misure».

Sei d’accordo con il taglio agli stipendi dei calciatori?

«Come associazione agenti abbiamo già parlato con i calciatori, si tratta comunque di negoziazioni private, ogni tesserato fa storia a sé. È giusto che il calciatore dia una mano per aiutare, ma non tutto il braccio. Il contributo va dato da parte di tutte le figure che orbitano intorno al mondo del calcio».

Un altro tema caldo è quello legato al mercato. Cosa ci dobbiamo aspettare in estate?

«Le società faranno uno o due colpi, non più come prima, cercando di attingere ai ragazzi dei rispettivi settori giovanili. A parte qualche scambio, lo scenario sarà questo. Ovviamente ci sarà una ripresa graduale e dall’anno prossimo potrebbe tornare tutto alla normalità. Dipende, però, dall’eventuale ripresa dei campionati e dalle situazioni che si svilupperanno nei prossimi mesi».