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Parma, dati record negativi e una squadra che sembra non crederci più

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Il Parma continua a deludere. Otto sconfitte nelle ultime 10, 105 giorni senza segnare un gol in casa e 5 ko consecutivi al Tardini

«Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso». Oggi iniziamo così, con una citazione di Che Guevara che può sintetizzare al meglio il momento complicato del Parma. C’è sconfitta e sconfitta. Quella con il Bologna potrebbe essere una di quelle sconfitte che lascia il segno. Il Parma non c’è, il Parma si è smarrito. Nemmeno il ritorno di Roberto D’Aversa è riuscito a risollevare un club che ha investito tanto sul mercato ma forse ha scelto di puntare sui giovani stranieri nell’anno più sbagliato della storia. Onore al presidente Krause che ha voluto immediatamente far capire il progetto, puntando su giovani di proprietà, ma andando a ingaggiare calciatori giovani e provenienti da fuori può essere un’arma a doppio taglio perché bisogna aspettarli e questo è l’anno in cui il tempo non c’è, non viene concesso. Tanti cambiamenti sono rischiosi e sin qui le scelte del ds Carli (finito sotto accusa per il mercato) non hanno pagato. Poi ci sono aspetti che non si comprano al calciomercato come la combattività, lo spirito di sacrificio, la voglia, tutti aspetti che sono venuti a mancare ieri nel derby contro il Bologna. I rossoblù non hanno giocato una grandissima partita, l’hanno portata a casa con il minimo indispensabile, ma con questo Parma ha avuto gioco facile. Sono 8 le sconfitte nelle ultime 10 gare, con questo ritmo, è pleonastico, si va in B!

Crisi Parma: manca il gol ma manca anche la voglia di lottare

Per la prima volta nella sua storia il Parma ha perso cinque partite casalinghe consecutive in casa. Ma c’è di più. Con la partita di ieri sono addirittura 105 i giorni che separano i crociati dall’ultima rete messa a segno in campionato nel proprio stadio. Sono stati solo 3 i gol segnati in casa dal Parma quest’anno, due contro lo Spezia, l’ultima volta che i ducali hanno esultato in casa. E’ paradossale: il Parma ha segnato più gol a San Siro (4 tra Inter e Milan) che al Tardini. La crisi del gol potrà essere risolta da Pellè? E’ quello che si augura il Parma. Ma bisogna farsi un esame di coscienza, rimboccarsi le maniche e lavorare, tanto, tanto, tanto. «L’aspetto positivo è che peggio di così non possiamo fare, c’è solo da migliorare. È inutile nascondersi dietro le difficoltà. Dobbiamo capire ciò che va fatto in campo per portare a casa un risultato. Dopo un’ottima settimana di lavoro, difficilmente potevo immaginare una gara del genere, ma non tanto sotto l’aspetto dell’impegno. I primi due gol sono emblematici. Quello che determina è la voglia di portare a casa il risultato, spesso e volentieri ci facciamo gol da soli, e questo non possiamo permettercelo in un campionato difficile come la Serie A. Ora mancano 17 gare, è ancora lunga: l’aspetto positivo è che siamo a tre punti dalla salvezza». Parole di Roberto D’Aversa dopo il derby. Ecco, l’unico aspetto positivo è che mancano ancora 17 partite. Ma se il Parma non cambia marcia in fretta nemmeno non serviranno nemmeno 100 gare per la salvezza perché chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.

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