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Qatar 2022, Adani e Nela: i due stili opposti di commento tecnico

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Lele Adani e Sebino Nela: due stili di commento tecnico completamente diversi. Ecco cosa è emerso dalle partite di oggi

Impegnati nelle telecronache dell’ultima giornata del gruppo H, Lele Adani e Sebino Nela sono apparsi ancora una volta e una volta di più completamente agli antipodi. E non è solo per questione di timbro vocale – propenso ad urlare il primo, quasi mugugnante il secondo -, che
dipende anche dalle diverse provenienze regionali. É proprio nel merito dei giudizi che i due divergono. Adani è un profluvio di parole, esalta ogni gesto tecnico e ha valutazioni di carattere assoluto.

Oggi ha criticato Cristiano Ronaldo per la chiusura di un triangolo a suo avviso errata, mentre era palese che CR7 considerasse il compagno Horta responsabile di non avere agganciato una delle sue – peraltro rare – forme di altruismo. E su Joao Cancelo, non apparso particolarmente sul pezzo come tutta la sua squadra, ha detto secco: «Cancelo ha piedi da trequartista. Il miglior terzino al mondo», per poi argomentarlo con dovizia di numeri perché tutto è contestabile, ma non certamente che sia documentato.

Sebino Nela è la seconda voce elevata a tweet. Per lui sono più che sufficienti pochissimi caratteri. Di calcio ne capisce – ovvio -, spiega bene ad esempio la genesi improvvisa del raddoppio dell’Uruguay, ma la sua massima aspirazione sembrerebbe quasi il non fare ciò che sto facendo. Quando deve commentare un fallo, lui che da difensore è esperto in materia, dice: «Non farmelo dire se l’ha fatto apposta». Ed il massimo è quando assiste alle immagine dei tifosi dopo il gol dell’Uruguay: «Bello bello, si piange, si ride…». In fondo, che altro c’è da dire per definire la bellezza di Qatar 2022 e di ogni Mondiale?

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