Radovanovic e Gobbi: «Il Chievo è come una famiglia»

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In vista del match contro l’Hellas i giocatori hanno risposto alle domande, serie e simpatiche, dei tifosi. Radovanovic: «Il derby? La partita più bella dell’anno».

Intervista in diretta social oggi per Massimiliano Gobbi e Ivan Radovanovic, i due giocatori del Chievo Verona che domenica saranno impegnati nel derby contro il Verona. E per questo la location dell’intervista è stata di quelle spettacolari: la terrazza di un albergo con alle spalle uno scorcio dell’Arena.

«Bellissimo – ha commentato scherzosamente Gobbi – peccato per questo stadio antico che speriamo ristrutturino presto».

Battute a parte ovviamente le domande arrivate dai tifosi si sono incentrate sul rendimento dei due giocatori e sul derby di domenica.

Ivan Radovanovic comincia rispondo alla considerazione di essere il secondo giocatore di Seria A ad avere fatto più chilometri dall’inizio della stagione. «E’ una cosa a cui non penso. Io ho lavorato molto quest’state durante la pausa, poi anche abbiamo lavorato molto e bene con lo staff in ritiro. Noi del Chievo dobbiamo pedalare e correre tanto. Sono contento di questa cosa. Il mio ruolo è quello di dare equilibrio e proteggere la squadra, e poi correre, ma bisogna farlo bene». Simpaticamente arriva una domanda via social anche dal compagno di squadra Lucas Castro: perchè ti chiamano “il turco”? «E’ una cosa venuta per scherzo perchè avevo la barba lunga e questo era il soprannome che mi avevano dato e che poi mi è rimasto. Giocare come centrale difensivo? Ne avevo parlato con il mister quest’estate e mi ha detto che avrei potuto farlo. E’ un ruolo che conosco poco, ma magari quando correrò meno perchè sarò più vecchio, potrò farlo. Il gol? Beh, se corro così tanto recupero palla e faccio anche gol è tanta roba. Per adesso sono contento anche se segnano gli altri, basta che faccia risultato il Chievo. Domenica sarà un match importante, dobbiamo fare la nostra partita e giocare come sappiamo. Si sente l’atmosfera da derby. Questa è una settimana diversa. Ogni giorno ti alleni pensando all’avversario della domenica, ma questo è di certo, per me, la partita più bella dell’anno. Domenica se giocherò raggiungerò le 200 gare in Serie A. E’ un bel numero e spero di continuare a fare ancora tante altre prestazioni».

Un unico rammarico resta a Radovanovic, il fatto di non far parte della nazionale Serba. «Alla nazionale non ci penso più, non ho fatto partite di qualificazione. Lì stanno vivendo una situazione strana a cui non voglio pensare, preferisco concentrarmi solo sul Chievo».

Scalpita per entrare sul terreno di gioco anche Gobbi che si snete pronto per una nuova stagione da protagonista. «Ho sempre corso molto e poi crescendo con l’esperienza capisci quanto puoi dare in allenamento o in partita. Andando avanti con l’età sai che vuoi dare sempre di più. Ho scelto il numero 18 qualche anno fa. Ero rimasto fermo con la Fiorentina e poi sono andato a Parma ed ho firmato il contratto il 18 agosto, tornavo a giocare e ho deciso di scegliere quello e poi l’ho tenuto anche qui. Non so quando rientro, sono scelte del mister. Quando ho scelto il Chievo l’ho fatto perchè si percepisce che è una grande famiglia, siamo tutti vicini e si rema tutti dalla stessa parte. Non siamo molti, staff, squadra e tutti coloro che ci gravitano attorno. Siamo un bel gruppo legato, una realtà piccola che vuole fare bene. Io sono un lavoratore, un giocatore a cui piace far fatica per raggiungere gli obiettivi. Questo è anche lo spirito del Chievo e mi ci sono ritrovato subito. I tifosi dimostrano grande attaccamento anche se, all’interno dello stadio, sono lontani, ma si fanno sentire ed è un piacere per noi alla fine della partita andare a salutarli. Mi chiedono dove trovo gli stimoli per continuare a giocare. Gli stimoli per giocare e allenarsi stanno nel poter continuare a fare il lavoro più bello del mondo».