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Serie A

Rocchi si difende: «Io sempre corretto, ho fiducia nella magistratura»

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Rocchi si difende dopo quanto emerso nelle scorse ore. Ecco le parole del designatore arbitrale

La notifica dell’avviso di garanzia per concorso in frode sportiva ha colto di sorpresa l’intero ambiente calcistico, ma il diretto interessato non si scompone. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi mantiene la calma e ribadisce la propria totale estraneità ai fatti, sottolineando come le indagini a livello sportivo lo abbiano già scagionato. Affidando i suoi pensieri all’agenzia Ansa, ha dichiarato fermamente: «Io sempre corretto, ho fiducia nella magistratura». In attesa dei futuri sviluppi dell’inchiesta, che si concentra nello specifico sui dialoghi VAR delle controverse sfide Udinese-Parma e Inter-Verona, il caos attorno alla classe arbitrale continua a imperversare in un’annata a dir poco maledetta.

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Una stagione da incubo e le polemiche sui direttori di gara

L’attuale stagione si è rivelata oggettivamente molto negativa. Cinquantaduenne fiorentino, in carica per i campionati di Serie A e Serie B dal 3 luglio 2021, Rocchi vanta una carriera da professionista lunga vent’anni (dal 2000 al 2020). Con le sue 263 partite dirette, è il terzo arbitro con più presenze nella storia del nostro torneo, superato solamente da figure storiche come Concetto Lo Bello (328) e Daniele Orsato (289). Con il contratto in scadenza al termine di questa stagione, il designatore ha dovuto incassare critiche feroci per i numerosi errori commessi sui campi. In risposta agli attacchi per l’ennesimo svarione, aveva recentemente tuonato: «Sono pronto a dimettermi domani mattina se qualcuno non crede alla buona fede degli arbitri».

La rivoluzione mancata: il modello Premier League per l’AIA

Nonostante le palesi difficoltà del momento, l’ex fischietto rimane il principale promotore di una profonda riforma del sistema. L’obiettivo era quello di istituire una task force di arbitri professionisti, seguendo l’esempio della Pgmol in Premier League. Il progetto di rinnovamento puntava a creare una moderna società di diritto privato, completamente scorporata dall’AIA, dotata di strutture elitarie comprensive di staff medici e preparatori atletici dedicati.

Contratti tutelati e superamento delle logiche elettorali

Questa rivoluzione avrebbe modificato radicalmente anche l’inquadramento lavorativo, introducendo contratti di lavoro autonomo destinati a trasformarsi in accordi a tempo determinato (con tutele come contributi e TFR) al raggiungimento di un tetto prefissato di presenze. Un simile sistema avrebbe sancito il definitivo addio alle vecchie graduatorie paraministeriali e alle rigide logiche territoriali ed elettorali, permettendo una libera scelta basata unicamente sul merito su tutto il territorio nazionale. Purtroppo, la bufera in FIGC scaturita dalla mancata qualificazione al Mondiale e questo nuovo terremoto giudiziario hanno, al momento, totalmente congelato la riforma.

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