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Sampdoria, Tey rivela: «L’obiettivo è quello di riportare il club in Serie A. Con Manfredi visioni diverse sul futuro»
Sampdoria, Joseph Tey ha parlato così del presente ma anche del futuro del club blucerchiato. Le sue dichiarazioni
Joseph Tey ha rilasciato un’intervista a Il Secolo XIX. Le parole del proprietario della Sampdoria.
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MANFREDI – «È emerso che avevamo visioni diverse sul futuro del club. Non è mai stata una questione personale, ma quando i risultati non sono all’altezza delle aspettative e degli investimenti effettuati, è necessario assumersi le proprie responsabilità e prendere decisioni. A un certo punto ho ritenuto che il club avesse bisogno di una direzione diversa ed era mio dovere intervenire. Resto comunque grato a Matteo per il lavoro svolto e gli auguro il meglio».
RITORNO IN SERIE A NEL 2028 – «Il nostro obiettivo è chiaro: tornare in Serie A. Comprendo e condivido la frustrazione legata alle tempistiche. Ritengo però che siamo chiamati a costruire qualcosa che non sia la semplice promozione ma che garantisca alla Sampdoria di mantenere quel livello. Faremo il massimo per riuscirci, nel minor tempo possibile».
PROGRAMMAZIONE O CESSIONE? – «In questa fase il focus è su stabilità e ricostruzione. Tutto ciò che stiamo facendo è finalizzato a riportare la Sampdoria nelle condizioni di competere ai massimi livelli. Ogni decisione di lungo periodo sarà sempre presa nel miglior interesse del club».
SOGGETTI INTERESSATI ALLA SAMP – «Un club come la Sampdoria susciterà sempre interesse. La nostra attenzione però non è sui numeri o sui titoli di giornale, ma sulla costruzione del futuro giusto».
RESTYLING FERRARIS – «Siamo attivamente coinvolti nel progetto di riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris, che deve coniugare rispetto della storia e adeguamento agli standard moderni. Ritengo allo stesso tempo, e ho la fortuna di averla vista e vissuta anche venerdì pomeriggio, che l’atmosfera del Ferraris creata dai nostri tifosi sia unica in tutto il mondo e che sia importante preservarla».
PERCEZIONE DEI TIFOSI – «Non si tratta di come vengo percepito: nel calcio non esistono “proprietari”, ma custodi di qualcosa che appartiene ai tifosi e alla città, come ho scritto nella mia dichiarazione pubblicata venerdì scorso sul giornale. Vorrei essere giudicato per aver fatto il possibile per riportare la Sampdoria dove le compete. Ma so perfettamente che quel riconoscimento andrà conquistato».