Sassuolo Milan: Kessié e Bennacer determinanti nella vittoria rossonera

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Il Milan di Pioli ottiene l’ennesimo successo. Contro il Sassuolo, Kessié e Bennacer hanno dato ordine alla fase di non possesso

Quello visto contro il Milan è sembrato il Sassuolo autolesionista di qualche mese fa, visto che i neroverdi si sono rovinati la vita da soli. Il primo gol dei rossoneri è arrivato su un brutto pallone perso nella propria trequarti, mentre nell’ultimo minuto del primo tempo Bourabia si è fatto cacciare per un brutto fallo, compromettendo la ripresa dei suoi.

Per quanto stia da tempo dando fiducia al 4-2-3-1, De Zerbi fa diverse modifiche – tanto negli uomini, quanto nello scaglionamento – in ogni partita, a seconda delle contingenze. Contro il Milan, per esempio, è stato più 4-4-2 che non 4-2-3-1. Le due punte, Caputo e Raspadori, erano piuttosto vicine tra di loro in posizioni molto interne del campo. Si alternavano nei movimenti a venire incontro per riempire la zona di rifinitura al centro, dando quindi al doppio mediano (LocatelliBourabia) la possibilità di poter verticalizzare su di loro. Berardi e Haraslin, le ali, partivano invece da una posizione molto defilata.

Inizialmente, il Milan ha faticato molto a leggere le posizioni degli attaccanti, che si muovevano bene tra le linee e venivano serviti con facilità dietro i centrocampisti rivali. Quando ricevevano, erano inoltre bravi a dialogare tra di loro, tenere palla spalle alla porta o aprire il gioco sugli esterni, consentendo alla squadra di risalire.

Come si vede nelle slide, il Sassuolo ha occupato il centro prevalentemente con un quadrilatero formato dai due mediani e le due punte. Le ali erano invece molto aperte.

Col passare dei minuti, però, la fase di non possesso del Milan è migliorata sempre di più, con il Sassuolo che ha faticato nel trovare varchi alle spalle del centrocampo avversario. I rossoneri hanno pressato bene anche in avanti, approfittando del modulo speculare (il 4-4-2) che dava parità numerica.

Va segnalata l’attenzione difensiva di Kessié e Bennacer nei frangenti in cui il Milan aggrediva in avanti. I due centrocampisti avevano una duplice funzione: dovevano schermare la soluzioni di passaggio verso Raspadori e Caputo (le punte che si muovevano alle loro spalle), ma anche accorciare sui mediani del Milan quando questi venivano serviti.

Come scritto sopra, il primo gol di Ibrahimovic nasce proprio da un bel recupero palla del Milan nella trequarti avversaria. Peluso, con Locatelli schermato, cerca di verticalizzare per Raspadori, ma Kessié intercetta il passaggio. I mediani del Milan bloccano il palleggio dei neroverdi.

 

Nella prima slide, l’azione del gol di Ibra. Nella seconda, una situazione in cui Consigli è costretto al lancio lungo perché mancano soluzioni di passaggio sul breve. Kessié e Bennacer hanno fatto un bel lavoro senza palla.

Anche quando il Sassuolo è riuscito ad alzare il baricentro, non era semplice trovare spazi. Il Milan faceva un’ottima densità in mezzo, con Calhanoglu che accompagnava Ibrahimovic nel primo pressing. Si formava in tal modo il 4-4-2. Le due punte erano piuttosto precise nello schermare i due mediani neroverdi, con alle spalle Kessié e Bennacer pronte ad accorciare.

Il Sassuolo ha quindi faticato, dopo un inizio gara molto incoraggiante, a verticalizzare centralmente, con il Milan che è riuscito a coprire bene gli spazi interni con linee ben messe in campo.

Il 4-4-2 del Milan, con le punte che schermano gli attaccanti. Bennacer si occupa di Raspadori ma è anche pronto ad accorciare su Bourabia. Rebic e Saelemaekers, invece, sono pronti a scivolare sui terzini.

Insomma, il Sassuolo voleva attaccare soprattutto centralmente, ma il Milan è stato bravo a togliere spazi. Quando ci si è difesi nella propria trequarti, i rossoneri sono stati molto compatti senza palla, con grande sacrificio senza palla da parte di tutti. Pure le ali, Rebic e Saelemaekers effettuavano generosi ripiegamenti in supporto dei terzini, per proteggere contro le sovrapposizioni di Muldur e Rogerio.

Ogni tanto il Sassuolo ha provato a sfondare con triangolazioni in fascia, ma il Milan era bravo a scivolare in zona palla, togliendo spazi agli avversari. A parte qualche buon dribbling di Muldur (che in qualche circostanza ha saltato Rebic), sulle corsie esterne i padroni di casa non sono riusciti a sfondare. La manovra si è quindi spesso ingolfata in spazi molto stretti, grazie a un Milan intenso e corto.

Tra l’altro, proprio con il Sassuolo riversato nella trequarti avversaria è arrivato il gol della sconfitta, con il Milan che ha segnato in ripartenza. Lenti i neroverdi nella riaggressione, con Calhanoglu libero di ricevere e involarsi verso la porta.

Nella prima slide si vede il Sassuolo collassato al centro (le ali si sono strette) con i terzini alti a dare ampiezza. Rebic e Saelemaekers compongono una linea da 6, col Milan molto coperto. Nella seconda slide, i neroverdi provano a sfondare a destra ma Rebic è bravo a supportare Theo Hernandez, seguendo la sovrapposizione di Muldur. Insomma, le ali del Milan sono state generose senza palla.

Pur senza brillare particolarmente in fase di possesso (si è anzi ricorsi molto al lancio lungo per Ibra), il Milan ha centrato su un campo difficile l’ennesimo successo post lockdown. Lo ha fatto con grande cinismo, negando i punti di forza del Sassuolo grazie a una gara molto ordinata difensivamente, in cui Kessié e Bennacer sono stati molto bravi nel coprire gli spazi centrali. Aspetto da non sottovalutare, visto che contro Napoli e Juve i rossoneri avevano qualche varco di troppo tra le linee.