Sassuolo Udinese: il bunker di Gotti mette sotto scacco De Zerbi

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© foto www.imagephotoagency.it

Sassuolo-Udinese è stata una sfida molto chiusa: l’assetto tattico di Gotti ha completamente imbrigliato le velleità di De Zerbi

La Serie A 2020-2021 è fin qui un campionato divertente e ricco di gol, con il Sassuolo di De Zerbi che è forse una delle massime espressioni calcistiche. La gara contro l’Udinese è però stata una delle più bloccate della stagione. Un match lineare nella sua noiosità e molto avara di emozioni. Appena 6 tiri totali, con i neroverdi che hanno concluso in porta una sola volta.

Gli appena 3 passaggi chiave effettuati dal Sassuolo esprimono bene le difficoltà offensive dei neroverdi, che mai come ieri sera sono stati sterili. De Zerbi nel post gara ha voluto comunque guardare il bicchiere mezzo pieno: “Per giocare a calcio, bisogna essere in due. Solo una squadra ha provato a farlo. In queste gare, il rischio è quello di non segnare e subire poi gol in contropiede. Abbiamo invece dato prova di maturità: non siamo riusciti a sbloccarla, ma non abbiamo concesso nulla. Abbiamo fatto bene nei primi 70 metri, ma siamo mancati negli ultimi 30. Dobbiamo migliorare nel dettaglio: smarcamenti, postura quando si riceve palla e aggressione della profondità”.

Al netto della scarsa brillantezza del Sassuolo, non era di certo facile perforare il bunker di Gotti. L’Udinese è scesa in campo con un 5-3-2 molto attendista che non ha mai concesso spazi. Probabilmente, palleggiando dal basso, i padroni di casa speravano di fare uscire i friulani in avanti, creando così spazi. L’Udinese non si è però mai fatta attirare in avanti, aspettando sempre dietro i neroverdi. Nonostante la costante supremazia territoriale (addirittura 66% di possesso palla nel primo tempo), gli emiliani non sono riusciti a rendersi pericolosi.

Il Sassuolo ha utilizzato lo stesso modulo visto a Napoli in fase di possesso: un 3-2-4-1 in cui Rogerio e Berardi davano ampiezza, mentre Traoré e Boga giocavano alle spalle di Caputo. Per tutto l’arco della partita, i neroverdi non sono però riusciti a innescare i propri giocatori di talento, costantemente triplicati. I friulani, compattissimi in zona palla, erano sempre in superiorità numerica: il palleggio del Sassuolo non è mai stato sufficientemente rapido.

Senza profondità e con il centro blindato, Caputo non ha praticamente toccato palla (solo 9 passaggi per lui). Boga è parso depotenziato nel giocare dentro al campo, visto che ama pestare la linea di fondo, mentre anche Berardi non è quasi mai stato servito in situazioni pericolose.

La manovra si bloccava sistematicamente: il possesso palla era orizzontale, con il Sassuolo che non riusciva a trovare spazi. Il 5-3-2 di Gotti ha coperto benissimo la trequarti, mantenendo ordine e compattezza per tutti i 90′.

Nella slide sopra si vede il 3-2-4-1 del Sassuolo, con l’Udinese che però copre bene il centro del campo. Ferrari non ha soluzioni di passaggio: Boga, Caputo e Traore sono circondati da maglie avversarie, i neroverdi non riescono a trovare l’uomo alle spalle del centrocampo avversario.

Rispetto alla solita fluidità, il Sassuolo è parso anche troppo statico. Di solito, la squadra di De Zerbi è in costante movimento, con continue rotazioni e giocatori che si scambiano di posizione. Contro l’Udinese, il 3-2-4-1 è invece stato troppo rigido: ciò ha comportato una prevedibilità che ha aiutato il piano difensivo dei friulani.

Nella ripresa, De Zerbi ha fatto modifiche tattiche per creare più problemi all’Udinese. Ha stretto Berardi sul centrodestra, con il subentrato Muldur (ha preso il posto di Traore) largo a destra. La situazione non è però migliorata: il fraseggio del Sassuolo ha continuato a essere lento, così come il movimento senza palla. L’Udinese, sempre in superiorità numerica, non ha avuto problemi nel contenere le offensive rivali.

L’azione sopra mostra la maggiore brillantezza dell’Udinese: nell’ennesimo attacco del Sassuolo, Berardi è quadruplicato dai giocatori bianconeri. I compagni sono lontani, il Sassuolo non riesce a occupare bene la trequarti avversaria, stracolma di maglie udinese. I neroverdi non hanno modo di verticalizzare, il talento calabrese è così costretto a tornare indietro.

Nel post gara, De Zerbi si è soffermato sulla filosofia della sua squadra. Secondo lui, al Sassuolo non serve una torre al centro dell’attacco, perché non verrebbe valorizzata dal fraseggio palla a terra dei compagni. Alla domanda su come è possibile rendersi pericolosi senza un centravanti di peso, De Zerbi ha detto questo: “Con gli smarcamenti, gli uno due, l’attacco della profondità. Così, ci sono tanti modi per riuscire comunque a essere pericolosi”.

Ciò non è però avvenuto contro l’Udinese. Grazie a una prova generosissima e attenta da parte di tutta la squadra, Gotti ha fermato l’attacco più prolifico della Serie A.