Sergi Roberto, l’arma tattica con cui Koeman ha imbrigliato la Juve

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© foto www.imagephotoagency.it

Nella meritata vittoria del Barcellona sulla Juventus spicca la mossa tattica di Koeman: ecco come i movimenti di Sergi Roberto hanno favorito lo sviluppo del gioco blaugrana

Negli scorsi giorni abbiamo scritto dei pregi e difetti del Barcellona di Koeman. Schierata con il 4-2-3-1, si trattava di una squadra che voleva schiacciare l’avversario e attaccare con tanti uomini. Entrambi i terzini erano molto alti, con il fronte offensivo pieno di giocatori blaugrana. Ciò però portava grossi problemi nelle transizioni difensive, poiché quando l’avversario recuperava riusciva facilmente a ribaltare l’azione. Contro Siviglia e Real Madrid, Sergi Busquets ha avuto grossi problemi nel difendere in campo aperto, il Barcellona era troppo fragile a palla persa.

Non a caso, Koeman ha fatto delle modifiche decisive nel match contro la Juve. Con Sergi Roberto al posto di Dest, il Barcellona non ha semplicemente schierato un terzino più difensivo: ha proprio cambiato lo scaglionamento. Quando i catalani consolidavano il possesso, si formava in maniera abbastanza chiara un 3-2-5. Certo, piuttosto fluido, ma con una difesa a 3 evidente.

Se a sinistra Jordi Alba spingeva con insistenza, a destra Sergi Roberto ha ricoperto una posizione stretta e bloccata. Su quel lato, era Dembélé che dava ampiezza, con l’ex Rennes che giocava molto aperto e largo. Sergi Roberto ha fatto praticamente il terzo di difesa, con Lenglet sull’altro lato.

Come si vede nella slide sopra, il Barcellona è riuscito con facilità a superare il pressing bianconero, sempre confuso e in ritardo. Pjanic e De Jong hanno spadroneggiato in mezzo al campo, con la Juve che non è mai riuscita a prendere le contromisure. C’era inoltre un continuo movimento senza palla tra le linee, che ha permesso ai blaugrana di imbeccare Messi spesso e volentieri.

Nel secondo tempo, la Juve non è poi riuscita a ripartire, con i catalani che si sono stanziati nella trequarti avversaria. Pjanic e Busquets hanno quindi ricoperto una posizione altissima, aiutando i compagni sia nel palleggio (il bosniaco ha illuminato in zona di rifinitura), che nella riconquista. C’è stata una squadra sola in campo, la Juve ha faticato molto ad arrivare nella metà campo avversaria.

Si vede qui, Barcellona altissimo.

Nella prima frazione, il Barcellona ha sfruttato molto bene le fasce: lo scopo era fare tanta densità su un lato per poi effettuare cambi di gioco sulla corsia opposta. In questo modo è arrivato il gol di Dembélé, anche se il grosso delle azioni sono arrivate da destra verso sinistra.

La Juve ha infatti difeso male in fascia, era lenta nel coprire la palla e concedeva diversi buchi. Il Barcellona è stato quindi efficace nel gioco corto e nelle combinazioni tra i propri attaccanti, soprattutto sul lato di Dembélé. Nella maggioranza dei casi, i blaugrana riuscivano poi ad andare al cambio di campo su Jordi Alba, trovando bene il terzino in corsa.

Si vede nell’azione sopra. Dembélé e Griezmann combinano alla grande sul lato di Chiesa e Danilo, con l’ex Atletico che serve poi Pjanic. In tal modo, con la Juve collassata a sinistra, il bosniaco può poi allargare il gioco su Jordi Alba.

Insomma, il palleggio del Barcellona è stato fluido ed efficace, e Sergi Roberto come terzo di difesa/terzino bloccato ha reso i catalani più solidi a palla persa. Dopo tante prestazioni negative, Koeman esce dall’Allianz Stadium con un successo meritatissimo. E con un po’ più di lucidità negli ultimi metri, i gol di vantaggio sarebbero stati molti di più.