Serie A, ballano diversi milioni sui diritti tv

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La vendita dei diritti tv per il prossimo triennio della Serie A vede diversi protagonisti sul mercato

La prospettiva di una buona vendita dei diritti tv della Serie A per il triennio 2018/21 è abbastanza elevata, stando almeno a quanto riporta “Il Corriere dello Sport”. Il valore della torta è cresciuto velocemente dopo che, oltre a Sky e a Mediaset, sono scesi in campo intermediari come MP&Silva o IMG, la società Usa che si è aggiudicata la vendita per i mercati esteri.

I RETROSCENA – I pacchetti offerti dalla Lega agli operatori dovrebbero essere almeno cinque, sulla falsariga del bando di giugno, andato quasi deserto. Obiettivo: accontentare Mediaset sulla qualità delle squadre da abbinare al Digitale terrestre e la concorrente Sky, che pagherebbe la stessa cifra versata in tutti questi anni per l’intero campionato. Sarebbe un’ottima opportunità commerciale, visto che ha già in pancia i diritti Champions ed Europa League per il prossimo triennio. La novità è l’offerta OTT (Over-The-Top) su Internet, già apprezzata nei contenuti della Lega Pro, attraverso i servizi di Eleven e della Lega Basket con Eurosport.

NUOVO CONCORRENTE – In giugno, si era affacciato il Perform Group (operatore internazionale specializzato nella produzione e commercializzazione di contenuti multimediali dedicati allo sport), interessato a entrare sul mercato italiano, ma con un’offerta economica non ben definita. Alcuni mesi più tardi, il convincimento si è consolidato e Perform potrebbe fare un investimento sul nostro mercato. Non si può escludere un intervento a gamba tesa di Vivendi (con Telecom Italia), visto quanto dicono i rumours su un suo riallineamento in Italia (e qui entrerebbe in gioco Canal+, dopo gli antichi fasti degli anni ‘90). Se tutte queste ipotesi dovessero andare in porto, sarebbe possibile superare il miliardo di euro, offerto dai diversi operatori: sommati ai quasi 400 milioni del mercato internazionale, porterebbe la cifra complessiva a poco più di un miliardo e 400 milioni (senza considerare i diritti in chiaro ed altri diritti accessori). L’obiettivo sembra quello di accontentare sia Mediaset per ii digitale terrestre
sia Sky gli intermediari scesi in campo: Mp & Silva e Img, la società americana che ha vinto l’asta per i diritti esteri del campionato italiano messo alla Lega, Luigi De Siervo, numero uno di Infront Italy.

IL PIANO B – Nella peggiore delle ipotesi, è pronta la creazione del canale tv della Lega A. Il rischio, per gli operatori, è che il prezzo minimo sia superato da un intermediario su tutti i diritti a pagamento. In questo caso, Sky e Mediaset rischierebbero l’ingresso improvviso di un nuovo competitor, l’Amazon di turno, che potrebbe acquistare questi diritti, aprendo la strada a una rivoluzione digitale. Il canale della Lega diventerà prima o poi operativo: è solo questione di tempo (potrebbe essere pronto per l’estate 2018, costo stimato di almeno 150 milioni di euro). Lo vogliono i presidenti di diversi club (a eccezione della Roma), ritenendo di generare maggiori ricavi rispetto a oggi, così da superare la torta di 4,7 milioni di abbonati di Sky (3,2; Mediaset 1,5), solo per il pacchetto calcio. La Lega, che già produce le partite (attraverso Infront), avrebbe trovato il partner tecnologico/editoriale (il colosso Discovery) e quello finanziario, sia la concessionaria di pubblicità. Sarebbe una rivoluzione copernicana non solo per il nostro Paese, ma per tutto il mercato. Ad eccezione dell’Nba nessuno, fino ad oggi, ha intrapreso questa strada.