Shakhtar Inter: Conte vuole sfondare con Hakimi e D’Ambrosio, ma il gol non arriva – ANALISI

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

Per bucare lo Shakhtar, l’Inter ha attaccato soprattutto a destra con Hakimi e D’Ambrosio. I nerazzurri si spengono però nella ripresa

Il pareggio in Ucraina complica di molto la qualificazione dell’Inter. Nonostante un risultato deludente, Conte è parso molto soddisfatto della prestazione dei suoi: «Questa partita lascia sensazioni positive. La squadra ha giocato con la giusta intensità e il giusto piglio. Abbiamo fatto la partita dall’inizio. Non siamo stati fortunati, abbiamo creato tanto e abbiamo fatto una buonissima partita in entrambe le fasi. Abbiamo creato loro molti problemi con il pressing e non abbiamo rischiato nulla».

L’Inter è stata di sicuro molto convincente senza palla. Ha pressato bene la costruzione dello Shakhtar, che ha faticato a consolidare il possesso. Gli ucraini hanno anzi perso diversi palloni sanguinosi, i nerazzurri si sono resi pericolosi tramite ripartenze corte (così è arrivata l’occasionissima di Lautaro nella ripresa). Inoltre, le marcature preventive degli ospiti hanno funzionato: l’Inter ha riaggredito bene gli ucraini a palla persa, che non sono quasi mai riusciti a risalire e a pungere in ripartenza.  Come ha detto Conte, i nerazzurri hanno effettivamente rischiato poco o nulla, il pressing si è mostrato efficace.

Al contrario, il palleggio è stato molto più altalenante. Lo Shakhtar non ha quasi mai pressato i difensori interisti, ha anzi preferito schierarsi con un baricentro più basso e attendista. Abbiamo visto due linee estremamente strette e compatte tra retroguardia e centrocampo, che cercavano di impedire ricezioni centrali all’Inter.

Per creare spazi, l’Inter era costretta ad allargare il gioco. E nel primo tempo, sembrava poter riuscire a sfondare. Il grosso degli attacchi è arrivato sul lato destro, dove i nerazzurri facevano tanta densità. Per dare imprevedibilità e occupare il fronte offensivo con più uomini, c’erano tante rotazioni.

Con Brozovic che rimaneva bloccato insieme a Vidal, D’Ambrosio (il terzo di difesa) si sganciava molto in avanti per dialogare e combinare con Barella e Hakimi. Inizialmente, gli ucraini si sono fatti perforare abbastanza facilmente su quel lato, l’Inter riusciva a trovare spesso l’uomo libero alle spalle del laterale. Lo Shakhtar non era molto compatto quando scivolava in zona palla, di conseguenza i nerazzurri creavano situazioni interessanti.  Ne è un esempio l’occasione di Barella al 18′. Se nelle scorse partite Conte ha abusato del lancio lungo per Lukaku, in Ucraina si è visto più palleggio sul corto per perforare il bunker dello Shakhtar.

Un esempio qui. D’Ambrosio, molto alto e largo, attira su di sé il terzino e serve Hakimi alle sue spalle, con l’Inter che trova quindi l’uomo libero.

Nei primi 35′, l’Inter ha trovato con facilità la profondità, non solo sul lato destro. Lautaro e Lukaku si sono mossi bene sul filo del fuorigioco, con Brozovic e compagni che sono riusciti a servirli alle spalle della difesa rivale in diverse circostanze. In questo modo sono arrivate occasioni molto pericolose con le due punte.

Insomma, per quanto adottasse un baricentro accorto, a inizio gara lo Shakhtar ha faticato molto a difendere la profondità. L’Inter ha dominato e ha dato l’idea di poter costruire facilmente opportunità per segnare.

Un altro esempio qui. D’Ambrosio aggredisce bene lo spazio alle spalle del quinto (messo molto male) su una situazione di palla scoperta.

Dopo una prima parte di gara difficile, con qualche buco di troppo in fascia, lo Shakhtar è diventato via via sempre più compatto.  Il 5-4-1 (che a volte diventava 6-3-1) si è rivelato ordinato tanto al centro quanto sulle corsie esterne, con la manovra nerazzurra che si è spesso arenata. Ancora una volta, l’Inter ha manifestato tanti limiti quando bisogna attaccare una difesa schierata, si nota prevedibilità e mancanza di soluzioni offensive.

Nella ripresa, il giro palla dell’Inter è stato estremamente lento e inconcludente, non ha mai dato la sensazione di poter far male. Dopo un primo tempo caratterizzato da tante occasioni, nella ripresa lo Shakhtar ha sofferto ben poco e blindato con efficacia la propria trequarti. L’Inter non è più riuscita né a trovare la profondità, né a servire le punte a causa di una circolazione sterile.

Nel secondo tempo, l’Inter ha provato a sfondare solo tramite cross, ma gli ucraini erano bravi sia a coprire la palla che a proteggere l’area. I nerazzurri hanno fatto troppo poco per mandare in confusione le linee rivali.

 Nella prima slide, la palla gira lentamente da sinistra verso destra, con lo Shakhtar che scivola bene in zona palla. Gli ucraini sono compatti, l’Inter non ha spazi per fare progredire l’azione. Situazione non troppo dissimile nella seconda azione, con il 5-4-1 ucraino che blinda il centro. L’Inter è ferma, Bastoni altro non può fare che allargare su Young: a quel punto, lo Shakhtar però scivola in fascia, con la manovra che si blocca.

Se è vero che c’è poco da rimproverare al primo tempo dell’Inter, va anche detto che nella ripresa, con la necessità della vittoria, non si può essere soddisfatti per la lentezza dei nerazzurri. L’ingresso di Perisic per Lautaro non ha aggiunto nulla (ha anzi tolto un riferimento in mezzo),  mentre suscita qualche perplessità aver fatto entrare Eriksen così tardi. In spazi così intasati, c’era la necessità di avere più qualità tra le linee, ma Conte non ha cambiato disposizione tattica (poteva togliere un difensore visto che gli ucraini erano molto passivi).

Insomma, è stata una partita che ha ricordato molte gare europee della Juve di Conte, con un possesso sterile e prolungato che non ha consentito di trovare il varco vincente. Serve di più per passare il girone.