Sorrentino: «Ho oltre 500 maglie scambiate. La più bella? Quella di Maradona»

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Il portiere del Chievo risponde via social ai tifosi. «Andare in Europa sarebbe un bel sogno. Mi piacerebbe fare un gol».

Stefano Sorrentino, portiere esperto e uno dei simboli del Chievo Verona si è confrontato con i propri tifosi rispondendo alle domande in un collegamento social nel tardo pomeriggio di ieri.

«Andare in Europa sarebbe un bel sogno. Lavoriamo tutti i giorni per arrivare alla salvezza, poi vedremo di raggiungere il nostro sogno. Dobbiamo tenere a mente, però, quello che abbiamo fatto lo scorso anno e non ripetere gli stessi errori. Dopo aver raggiunto la salvezza siamo andati in caduta libera. Vediamo quindi di non fare lo stesso».

E sulla Var? «Sotto un certo punto di vista può aiutare, ma bisogna limitarne l’uso solo su determinate cose: fuorigioco, fallo di rigore in area o fuori. Fatti comunque veloci, altrimenti hai l’ansia, quando fai gol, se esultare o meno perchè non sei sicuro che te lo danno oppure no».

Ti piacerebbe fare un gol? «Si, mi piacerebbe fare un gol, ma significherebbe anche che siamo nei minuti finali e in svantaggio, quindi non so se ne valga la pena».

“Gli occhi della tigre” è il titolo del libro che ha scritto Sorrentino. Un titolo semplice da spiegare. «Da piccolo sono nato col mito di Rocky ho visto i suoi film milioni di volte, quindi ci vogliono gli occhi della tigre per dimostrare che ogni giorno lavorando si possono superare tutti gli ostacoli. La cosa importante, però, è che il ricavato del libro va in beneficenza a scuole calcio destinate a giovani disabili. racconto me stesso e mi fa piacere che abbia avuto così tanto successo».

Quando appenderà le scarpe al chiodo? «Ho altri due anni di contratto e non è mia intenzione smettere. La società sta lavorando bene perchè da noi c’è un mix di giovani che devono lavorare e crescere con noi “ragazzotti” che possono dare loro un mano, dare la dimostrazione del lavoro quotidiano con cui ci impegniamo per arrivare pronti alla partita della domenica. dobbiamo far capire che solo attraverso il lavoro e la serietà si possono raggiungere risultati importanti. Non mi è mai capitato di pensare di smettere per le critiche ricevute. Mi rendo conto che ogni domenica qualcuno allo stadio mi fischia, penso che sia perchè probabilmente non è stata digerita la scelta di quando sono andato via dal Chievo per andare al Palermo. Alla lunga spero si stancheranno, e io lavoro tutti i giorni per rendere al meglio e per smettere ci vuole ben altro».

«Non so cosa mi riserverà il futuro. Vorrei comunque rimanere nell’ambiente anche perchè  ho sempre giocato a calcio e non credo di saper fare altro. Cerro è che non mi vedo come allenatore nè come procuratore. Mi piacciono invece i ruoli di direttore sportivo e commentatore televisivo».

«A casa ho quasi 500 maglie scambiate con i giocatori di altre squadre. Mi piace collezionarle. Le ho tutte in un armadio in casa. Se posso la scambio volentieri con un ex compagno, oppure con un giocatore che stimo. Quella a cui sono più legato è di Maradona che in realtà è di di mio papà, e l’ha scambiata quando giocava anche lui. E poi quella di Totti l’ultima partita che ha giocato qui al Bentegodi. Mi manca ancora quella di Cristiano Ronaldo».

 «Alla Nazionale ci sono andato vicino qualche anno fa. Quando leggo che potevo avere una carriera migliore sorrido perchè evidentemente ho avuto quello che mi meritavo. Dal calcio ho avuto tanto e di questo sono felice. Ho ottenuto tutto ciò che era giusto ottenere