Toro, Belotti si è smarrito? Il calo del Gallo ha un perché

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Toro: Belotti non segna da quattro gare e ora in tanti si interrogano sulle qualità di un giocatore comunque autore di una stagione eccezionale. Il cambio di modulo, con il passaggio al 4-2-3-1, ha condizionato il rendimento del Gallo

In Italia, ad un attaccante giovane, bastano quattro partite senza gol per scatenare tutto lo scetticismo possibile e immaginabile. Il tiro al bersaglio è iniziato anche con Andrea Belotti, il bomber del Toro capace di mettere a segno 25 gol in campionato. Mica male, per un classe ’93 che si sta imponendo da appena un anno nel massimo campionato. Alle gioie con la maglia granata ha anche aggiunto qualche perla collezionata con la maglia della Nazionale: Ventura gli ha dato subito fiducia e il Gallo lo ha ripagato con gli interessi, sia a livello realizzativo che dal punto di vista delle prestazioni offerte. Ma ora Belotti non sembra più lo stesso. Al di là delle voci di mercato sul ragazzo, che piace a tutta Europa perché considerato l’attaccante più forte del panorama calcistico italiano, preoccupa un po’ la mini involuzione di un giocatore che fa fatica anche a procurarsi le occasioni per lasciare il segno. E non era certo il suo problema, visto la grande abnegazione che ha sempre mostrato in campo: lotta, sgomita, conquista palloni dappertutto e di testa è implacabile, tanto da far scomodare i primi illustri paragoni con Pippo Inzaghi.

L’EQUIVOCO DEL MODULO – Anche se Belotti, più di ogni altro, somiglia a Gonzalo Higuain. Anche in questo periodo di magra ricorda le difficoltà avute dal Pipita nei mesi scorsi con la Juve, quando Allegri ha deciso di passare al 4-2-3-1. Stessa opzione testata da Mihajlovic al Toro nelle ultime settimane: Boyè e Iago Falque giocano più distanti da Belotti e il bomber non sembra beneficiare più di tanto del supporto di Ljajic, più incisivo da esterno rispetto alla posizione da trequartista. Il serbo balla fra le linee e spesso viene risucchiato dal centrocampo granata, non in grado di supportare la fase di contenimento soprattutto quando gioca Baselli, che richiede il sostegno di un Ljajic che scompare troppo frequentemente dai radar di Belotti. Il 4-2-3-1 del Toro sta così penalizzando l’enfant prodige del calcio italiano, che a volte si ritrova a predicare nel deserto. E’ successo anche contro il Napoli, ma c’è da dire che i granata non sono mai stati veramente in partita. Se Belotti comincia a digerire il nuovo modulo disegnato da Mihajlovic (come ha fatto Higuain alla Juve con il 4-2-3-1 studiato da Allegri) tornerà ad essere lo splendido Gallo di prima. Altrimenti, il tecnico serbo, dovrà fare un passo indietro, per ritrovare i fondamentali gol di giocatore imprescindibile per il Toro (pronto a tenerselo ancora un anno, prima di fargli spiccare il volo) e per l’Italia.