Un calcio al passato: Madrid, 11 Luglio 1982

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Data entrata nella storia, chi c’era non se la potrà  mai dimenticare, chi no, lo avrà  sentito raccontare: quel giorno l’Italia conquista il suo terzo titolo mondiale ad oltre quarant’anni dall’ultimo. Ecco perchè per tanti quello è il Mondiale, troppo lontani nel tempo i successi della nazionale di Pozzo. Fu una vittoria inaspettata, come quella del 2006, ma forse più convincente perchè ottenuta nei 90′ e affrontando alcune delle squadre più forti del torneo, con l’esclusione della sola Francia. Un inizio stentato, poi le vittorie sull’Argentina campione uscente e sul Brasile, per poi passare alla Polonia, già  affrontata al primo turno.

In finale al “Santiago Bernabeu”, lo stadio del Real Madrid, uno dei più prestigiosi del mondo, davanti a circa 90.000 persone, l’Italia del compianto Bearzot affronta la Germania Federale di Derwall (anch’egli da poco scomparso), campione d’Europa in carica.

I Tedeschi hanno eliminato in semifinale la Francia ai rigori e, temendo di avere meno energie degli azzurri, cercano di chiudere la partita nel primo tempo, ma invano, anzi, la migliore occasione è italiana: Briegel, che tre anni dopo vincerà  col Verona uno storico scudetto, atterra Conti e l’arbitro, il brasiliano Coelho, indica il dischetto. A tirare va Cabrini che però calcia a lato sprecando questa ghiotta chance. La prima frazione termina a reti bianche.

Nella ripresa la squadra teutonica accusa un prevedibile calo e stavolta i ragazzi di Bearzot ne approfittano e passano in vantaggio al 58′ con Rossi, che dal limite dell’area piccola devìa in porta un cross basso da destra di Gentile. I Tedeschi reagiscono e sfiorano il pari con Hrubesch, ma al 69′ arriva il goal del raddoppio: scambio in area tra Bergomi e Scirea, con quest’ultimo che serve poi Tardelli al limite dell’area, da dove il centrocampista fa partire un sinistro che si insacca. Ormai celeberrimo l’urlo dell’ex c.t. dell’Under 21. E’ la rete che fa capire come la finale sia davvero indirizzata a favore degli azzurri. All’80 il terzo centro, sigillo definitivo alla partita, grazie ad un contropiede fulminante, innescato da Gentile e condotto da Conti, protagonista di una rapida fuga sulla destra che termina con un passaggio rasoterra per Altobelli, che di sinistro, sempre a filo d’erba trafigge Schumacher. Solo all’83’ arriva la rete della bandiera per la Germania, con un tiro di Breitner sugli sviluppi di una punizione di Hansi Muller.

Tre goal, come le coppe del mondo vinte. Un successo inatteso, ma non casuale frutto del lavoro di grandi giocatori, sapientemente guidati dal “vecio” Bearzot: Zoff, Gentile, Bergomi, Collovati, Scirea, Cabrini, Oriali, Tardelli, Conti, Graziani, Rossi, ma anche Antognoni, Altobelli e Causio, nomi che resteranno per sempre nella storia del calcio italiano.