Zeman: «Amo il calcio, ma ora è un circo»

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Il tecnico boemo torna sulla Juventus: «Non l’accusai di doping»

CAGLIARI ZEMAN – L’arrivo di Zdenek Zeman ha destato l’attenzione dei media esteri, che hanno indugiato nel lavoro che sta svolgendo ora al Cagliari. Ma il tecnico boemo è innanzitutto conosciuto per essere una voce fuori dal coro ed, infatti, ai microfoni di El Pais non si è smentito: «Non so se sono io diverso dagli altri, ma vivo comunque bene con me stesso. Quanto più si vuole dimostrare, tanto più si deve lavorare. Il calcio è uno degli amori della mia vita, oltre alle donne, però in queste caso non dipende solo da me. Filosofia tattica vecchia? Non lo so, traggo ispirazione da Stefan Kovacs. Il calcio è divertimento, le persone non devono annoiarsi. Ho voglia di divertire e svegliare il pubblico, forse perché sono vecchio e romantico, ma punto agli applausi. Non sono felice se la squadra vince, ma senza giocare: i tifosi si, un allenatore non può esserlo», ha dichiarato l’allenatore del club sardo.

CATENACCIO, VADE RETRO – Il divertimento dei tifosi è, dunque, il primo obiettivo di Zeman, che si sente lontano anni luce dal gioco di José Mourinho, ad esempio: «Sono l’allenatore che ha fornito più giocatori per la Nazionale e penso che il pubblico apprezzi il mio lavoro. A volte i perdenti offrono di meglio dei vincitori. Catenaccio? Non ho mai pensato di utilizzarlo, ma se è capitato è solo per via della bravura dell’avversario. Mourinho? Il suo calcio è diverso, io penso ad un gioco più offensivo. Mi piacciono le partite delle sue squadre, perché hanno grandi individualità, ma non come si muovono».

VECCHIE E NUOVE POLEMICHE – Il quotidiano spagnolo ha poi sollevato la vecchia questione delle accuse alla Juventus nel 1998 di doping, ma Zeman ha fatto chiarezza e ha parlato anche della crisi del calcio italiano: «Non ho accusato la Juventus di doping, ho detto che avevano esagerato con i farmaci, poi ognuno interpreta le parole a modo sui. L’accusa ha poi dimostrato le mie ragioni, anche se poi non è successo nulla. Punito per aver detto la verità? Io sono sereno, ho voluto solo salvare la salute dei giocatori. Calcio italiano? Ci sono ovunque problemi, perché ora questo sport è di élite e business. Mi piace il calcio, ma non il circo che lo circonda. Ci sono centinaia di squadra con centinaia di milioni di debiti… Qualcuno dovrà fermarsi ad un certo punto. Neymar, Bale, Luis Suarez e James Rodriguez? Prezzi esagerati, ma possono permetterseli. Modello Berlusconi? Ha investito molto per avere una squadra di 22 giocatori internazionali e gli altri hanno provato a copiarlo pur non avendo i soldi. Ci sarà un giorno in cui piangeranno, dovrebbero pensare a come rientrare dai debiti».

LE SFIDE – Infine, Zeman ha evidenziato l’evoluzione dell’ambiente attorno ai calciatori e parlato della sua esperienza al Cagliari, non senza tirare in ballo il passato: «All’inizio della mia carriera i giocatori facevano i sacrifici, ora sembra che avere professionalità significhi fare conferenza stampa, parlare con le televisioni. Cagliari? Sono in un’isola e quindi l’ambiente è relativamente chiuso, ma può essere un vantaggio, perché si può rafforzare l’attaccamento al club e crescere il sentimento di appartenenza. Futuro in Premier o Bundesliga? Sono vecchio, avrei potuto in passato, ma ho avuto grandi occasioni in Italia e forse mi sono sbagliato. Voglio essere ricordato come uno che amava il calcio e ha fatto divertire la gente».