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Conferenza stampa Hiljemark pre Pisa Bologna: «Abbiamo 3 assenze, il calcio sa essere anche crudele. Mi ero arrabbiato per un motivo»

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Hiljemark Verona Pisa

Conferenza stampa Hiljemark pre Pisa Bologna: le parole del tecnico dei toscani alla vigilia del match della 27^ giornata di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Oscar Hiljemark alla vigilia di Pisa Bologna, match valevole per la 27^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

COM’E’ STATA QUESTA SETTIMANA? – «Il calcio è fantastico ma anche crudele: hai solo 90 minuti per trovare il risultato, e quando la partita finisce non puoi più cambiare nulla. È normale che fossi arrabbiato dopo Firenze, perché in certi momenti avremmo dovuto fare meglio per portare via i tre punti. Ma già dal giorno dopo abbiamo rimesso la testa avanti: lavorare bene in allenamento, migliorare nelle scelte di campo, nella parte fisica e tecnica. lo penso sempre a noi e a come migliorare la squadra, ed è per questo che sono positivo: la partita è passata e ora non esiste più. Nel primo tempo contro la Fiorentina abbiamo avuto problemi sia nelle posizioni che in certe zone del campo. Anche per questo ho cambiato sistema nella ripresa: serviva dare più equilibrio al centrocampo e migliorare nella gestione della palla. Il sistema è importante, ma ancora più importanti sono atteggiamento, intensità e qualità del nostro gioco. Oggi i moduli cambiano continuamente dentro la partita: una squadra che parte con il 3-4-3 può diventare 4-3-3 in possesso, o 3-2-3-2, e in fase difensiva ancora un’altra cosa. Dipende dai giocatori, da come si muovono, da chi viene a prendersi la palla. Per questo dobbiamo essere molto bravi nelle situazioni in cui oggi facciamo più fatica. È li che si farà la differenza».

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PISA PIU’ OFFENSIVO O DIFENSIVO? COME STANNO DENNOON E VURAL? – «Il sistema di gioco lo deciderò domani, ma siamo pronti per affrontare il Bologna. Vural sta meglio, e ha iniziato a lavorare sul campo. Denoon in questo momento non è nelle migliori condizioni».

SUL MOMENTO E SULLA MAGGIO DIFFICOLTA’ AFFRONTATA – «Rispondo prima alla seconda domanda. Quando sono arrivato, la situazione era difficile: pochi risultati, una sola vittoria in campionato e una squadra che aveva perso fiducia. È normale che in un contesto così serva tempo per ritrovare convinzione. È una situazione complicata anche per i nuovi arrivati, soprattutto quelli che vengono da campionati esteri. Non è semplice inserirsi subito in una squadra che lotta per la salvezza. C’è pressione, ci sono aspettative e c’è un tipo di partita diversa rispetto a chi arriva da fuori: devi capire il contesto, l’intensità, le richieste. La difficoltà più grande per tutti è stata questa: ritrovare identità e mentalità in un momento negativo. Ma la passione che la gente ha per il Pisa si sente e si vede, e questo aiuta molto. Per quanto riguarda la settimana: abbiamo lavorato bene. L’obiettivo è sempre pensare a noi, a cosa dobbiamo fare per portare a casa i tre punti. Degli altri non possiamo controllare nulla, possiamo controllare solo il nostro lavoro. Denoon, Vural e Scuffet sono out».

PROBLEMA DI ATTEGGIAMENTO – «È vero, dopo la partita ero arrabbiato. Ma non perché qualcuno voglia fare male: nessun giocatore scende in campo per sbagliare, e neppure io prendo decisioni per far andare male le cose. A volte però le partite diventano difficili da analizzare e da accettare subito. A Firenze siamo arrivati per giocare una grande partita e combattere per i tifosi, per la città e per noi stessi, per portare a casa tre punti. Nel primo tempo ho visto una squadra che forse è stata travolta dall’emotività: era una partita molto sentita, e questo ha influito. Nel secondo tempo invece ho visto una squadra diversa, viva, che voleva reagire. E questa per me è una sensazione positiva: significa che non siamo ‘morti’, che c’è ancora spirito. Ne abbiamo parlato insieme, si. Abbiamo affrontato il tema dell’atteggiamento, perché la testa libera e la capacità di gestire la pressione sono fondamentali. Abbiamo bisogno di essere più liberi mentalmente e più convinti durante le partite. lo continuo a pensare a noi: vogliamo sempre prendere i tre punti, e per farlo dobbiamo combattere fino alla fine. L’importante è non farci bloccare dalla paura. Con la squadra parliamo tutti i giorni».

ANGORI E TOURE – «Stanno bene, vedremo domani».

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