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Altobelli esalta Marotta e Ausilio post Scudetto Inter: «Bisogna far loro una statua a Milano. Non avevano tanti soldi da investire sul mercato, ma hanno costruito ancora una volta una rosa vincente»

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Altobelli ha celebrato così l’Inter dopo la vittoria dello Scudetto. Queste le sue dichiarazioni il giorno dopo i festeggiamenti

Con l’Inter Alessandro Altobelli ha vinto lo scudetto del 1980. Su Tuttosport dice la sua su quello odierno conquistato da Lautaro e compagni, facendo una valutazione a tutto tondo sulla resa dell’organico di Chivu.

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I PORTIERI «Sommer ha commesso qualche errore, ma chi non li fa? Possiede personalità, carattere e abilità. Ha fatto bene. E lo riconfermerei per il prossimo anno. Josep Martinez è un ragazzo che sa stare al suo posto, ci vuole anche una panchina di calciatori che sappiano quello che possono fare e quello che ci si aspetta da loro».

I DIFENSORI «Bastoni, a parte quella simulazione e l’esultanza sbagliata per il rosso a Kalulu contro la Juventus, ha avuto un rendimento importante. E per me pure lui dovrebbe essere nella lista degli incedibili. Bisseck è un buon difensore, si è adeguato bene, ci si può contare quando serve. Akanji ha subito dimostrato di poter essere un pilastro di questa Inter. De Vrij è ottimo centrale, la verità è che sa davvero comandare la difesa, come Acerbi: lui è uno dei più anziani della rosa, non è semplice farsi trovare pronti alla sua età».

GLI ESTERNI «Dimarco è un fenomeno, ha sfornato assist su assist. Non ricordo di avere mai avuto come compagno di squadra un laterale come lui, è un terzino d’attacco con un mancino che parla per lui. E non dimentichiamo la sua corsa e i gol realizzati. Carlos Augusto non è un super titolare, può ricoprire più ruoli, è affidabile. Dumfries va su e giù sulla fascia mille volte a partita, segna e fa segnare, peccato per l’infortunio che l’ha tenuto fuori tre mesi. Su Darmian vale il ragionamento di chi serve all’occorrenza».

IL CENTROCAMPO «Calhanoglu è un altro fenomeno. Non so ancora come l’Inter abbia fatto a portarlo via al Milan. Speriamo resti ancora a lungo, è determinante per Chivu. Barella è uno dei capitani della squadra, sa fare bene la fase difensiva e quella offensiva. Sucic, al primo anno di Inter, ha fatto vedere belle cose, i compagni lo reputano forte, si capisce. Frattesi è un bel giocatore, magari ha avuto un calo rispetto alla passata stagione, ma comunque quando serve, risponde presente. Zielinski? Quest’anno estremamente bene: ha segnato tanti gol decisivi, vedi quello alla Juventus, o esteticamente stupendi, come il destro sotto l’incrocio col Cagliari, mentre un Mkhitaryan lo vorrebbero avere tutte le squadre: quando gioca, performa, quando sta fuori, resta zitto e non fa mai polemica. Ad avercene…».

I NUOVI ACQUISTI «Diouf a me piace parecchio come esterno, quando è in giornata ti può cambiare la partita, magari ci è riuscito di più in Coppa Italia rispetto al campionato, ma è un profilo che apprezzo. Luis Henrique è ordinato, dopo un normale periodo di adattamento oggi conosce entrambe le fasi di gioco».

L’ATTACCO «Bonny si è messo in luce segnando più di una rete importante. Esposito? Grande Pio! Dà sempre l’anima, corre, rincorre gli avversari, lotta su ogni pallone. Deve imparare a risparmiare energie quando gioca per essere più lucido sottoporta, ma il futuro, oltre al presente, è suo. Thuram è un attaccante appassionato, non si fa intimorire da nessuno, bravo in area di rigore e di testa, fa un ottimo lavoro per la squadra. E poi c’è lui, il capitano…».

LAUTARO «A lui do come voto 11: è l’uomo dello scudetto, il calciatore che tutti vorrebbero avere. Punto di riferimento e goleador del campionato, da tenerselo strettissimo».

CHIVU E LA DIRIGENZA «Chivu ha preso in mano la squadra in un momento complicato e l’ha portata al 21° scudetto. Si è fatto valere. A Marotta e Ausilio bisogna fare una statua a Milano. Non avevano tanti soldi da investire sul mercato, ma hanno costruito ancora una volta una rosa vincente».

IL FUTURO «Mi piacerebbe arrivasse un campioncino non molto conosciuto, magari puntando su qualche profilo in Argentina o in Brasile, dove i prospetti interessanti ci sono sempre. Nico Paz? Certo che lo vedrei bene all’Inter, un altro che non bisognerebbe farsi sfuggire. Palestra? Anche lui mi piace, dimostra come in Italia ci siano ancora i giovani forti».

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