Connect with us

Napoli News

Lukaku come Houdini: l’arte della fuga e l’inverno dello scontento all’ombra del Vesuvio

Avatar di Redazione CalcioNews24

Published

on

L'attaccante del Napoli, Romelu Lukaku

Marco Ciriello analizza il divorzio tra Lukaku e il Napoli: tra infortuni, tradimenti tattici e una natura da “mercenario” che non mette mai radici

Romelu Lukaku ha scelto di svanire di nuovo. Come sottolinea Marco Ciriello su La Gazzetta dello Sport, l’attaccante, proprio «come il mago Houdini, specialista in fughe da manette, catene, camicie di forza e casse d’acqua», è diventato un maestro nel dileguarsi dalle società che lo hanno accolto. Questa volta la scusa è un infortunio che lo ha portato a vivere quello che l’autore definisce «l’inverno del suo scontento»: un bilancio misero di sole 7 presenze e un gol nella sua seconda stagione napoletana. Se il primo anno era stato quello del trionfo tricolore, il secondo si è trasformato nel «trailer della stagione infortunandosi ad agosto», dando il via a un lungo addio che lo vede ora tornare in Belgio per curarsi in vista del Mondiale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il tradimento del “padre” Conte

Il divorzio dal Napoli non è solo una questione fisica, ma una scelta di distacco emotivo. Lukaku ha deciso di preservarsi mentre i compagni lottano per la Champions, confermando una natura inquieta. Ciriello è sferzante nel descrivere la trasformazione del belga: «Lukaku ha fatto cose buone prima di diventare con dimestichezza Jago, Bruto, Claudio. Un traditore e ora un divorziante». Il tradimento più doloroso è quello verso Antonio Conte, l’uomo che lo aveva voluto a ogni costo e che «sembrava un secondo padre, ma che poi, alla fine, nell’area di rigore e fuori, è stato dimenticato». La verità, secondo l’editoriale, è che prevale sempre «questa anima da mercenario: arriva, serve, segna e poi riottosamente se ne va».

Un nomade alla ricerca dell’ultima stagione

Il destino di Lukaku sembra quello di un eterno insoddisfatto, un calciatore che non riesce a resistere più di due stagioni nello stesso posto, eccezion fatta per l’Everton. È un «nomade delle aree di rigore» che vive le squadre come se fossero «le stagioni di una serie tv», capace di capire i colpi di scena prima ancora degli sceneggiatori. A Napoli, il suo addio non ha lasciato traumi profondi nel cuore dei tifosi, ormai rassegnati a sostituire la sua statuina nel presepe. Per il bomber, che ora punta a un Mondiale da protagonista, il futuro sembra già scritto lontano dal calcio che conta: «ha all’orizzonte l’Arabia Saudita, la Turchia se va bene». Cala così il sipario su un amore intenso ma brevissimo, vittima della natura di un uomo che preferisce fuggire piuttosto che restare.

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

Change privacy settings
×