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Hanno Detto

Lukkien e il miracolo Groningen: «Curioso di testare il mio metodo in un top club»

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Dick lukkien

Lukkien, allenatore del Groningen, ha parlato così della stagione appena conclusa. Queste le sue dichiarazioni


Il Groningen ha staccato all’ultima giornata il pass per i play-off che valgono il possibile accesso al calcio europeo. Si tratta dell’ennesimo, straordinario successo per l’allenatore Dick Lukkien, 54 anni, subentrato tre stagioni fa quando la società era letteralmente in macerie. Oggi, passo dopo passo, il tecnico è riuscito a restituire entusiasmo, gioco e dignità a quello che in Olanda è da sempre conosciuto come L’Orgoglio del Nord (Trots van het Noorden). Ora, all’orizzonte, c’è la delicatissima sfida del 21 maggio 2026 contro l’Ajax, match decisivo per poter sperare nella qualificazione in Conference League.

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A Voetbal International l’allenatore ha parlato di questo percorso assolutamente virtuoso: «Stiamo vivendo una bellissima evoluzione come club, assolutamente. E se allarghiamo un po’ lo sguardo, credo che stiamo spuntando molte più caselle nel percorso che abbiamo intrapreso tre anni fa. Parlo di diventare più stabili come società, di creare una cultura del lavoro specifica, di collaborare meglio tra di noi e di esprimere un calcio qualitativamente superiore in campo. Così facendo, stiamo tornando un po’ alla volta al livello a cui ritengo che il Groningen debba stare per blasone e storia». Passare dalla retrocessione a competere con le big in Olanda non era esattamente semplice: «Ad essere sincero era ciò che speravo intimamente, ma non so se posso dire che me lo aspettassi davvero con queste tempistiche. Quando sono arrivato qui ho visto subito un sacco di buoni calciatori. In quei momenti, da allenatore, tendi a pensare: “Questa la sistemo io in un attimo“. La realtà però era diversa: l’atmosfera all’interno del club dopo la retrocessione era pesantissima, c’era profonda depressione e molte persone avrebbero preferito non essere affatto qui. All’inizio è stata dura costruire qualcosa di solido, ma allo stesso tempo ho sempre avuto la consapevolezza che avevamo un gruppo in grado di fare bene. Ci siamo messi a lavorare a testa bassa, tutti insieme. Se nel secondo anno dal ritorno nella massima serie — che storicamente è sempre considerato il più complicato — riesci a raggiungere i play-off, allora hai il diritto di essere soddisfatto. Detto questo, io ho sempre un po’ di difficoltà ad accontentarmi: voglio sempre di più, voglio sempre fare meglio. Ora che ci siamo qualificati per questa fase finale, ovviamente vogliamo fare tutto il possibile per vincerla e andare fino in fondo».


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