2013
Palermo, Sannino: «Sognare non costa nulla»
PALERMO SANNINO – Non si rassegna, anzi rilancia la squadra in vista del rush finale: Giuseppe Sannino, richiamato dal patron Maurizio Zamparini, che ha fatto anche mea culpa per l’esonero, ha parlato al Corriere dello Sport delle speranze salvezza della squadra rosanero. «A luglio non avevamo trovato l’alchimia, ho ritrovato la squadra in mezzo ai problemi. Ho lavorato perché i ragazzi capissero che non stava retrocedendo il Palermo, ma un’intera città. Sono entrato dentro di loro con discorsi legati alla quotidianità, dovevano sapere che avevano una responsabilità verso qualcuno. Se ne sono resi conto. Anche perché, dopo quattro cambi di allenatore, un giocatore si pone delle domande. Mi auguro che abbiano trovato le risposte», ha dichiarato Sannino tornando sul suo addio ad inizio stagione, poi sui tifosi ha aggiunto: «Allenamenti aperti? Perché uno deve sentire la delusione della gente, di chi viene la domenica allo stadio. I giocatori vivono in un mondo ovattato, non capiscono quello esterno, non percepiscono la passione. Dovevano guardarsi dentro, senza alibi. Contestazione? Ma non è stata grandissima. Il tifoso del Palermo è passionale però educato, ti accarezza. E’ sano, chiede solo attaccamento alla maglia. E’ bastato mezzo risultato che agli allenamenti è tornato l’entusiasmo. Palermo è la città dove ogni allenatore vorrebbero lavorare. Sei ultimo e i bambini chiedono l’autografo…».
A proposito del finale di campionato, Sannino ha spiegato: «Sognare non costa, ma sono anche desto. La realtà è durissima però voglio viverla. E’ un cammino difficile da percorrere, dobbiamo provarci per non avere rimpianti. Calendario? No: so contro chi gioco ma non perdo tempo con le tabelle. Tolgono tensione, invece la pressione sana è importante per capire il momento. Tutti si aspettano che facciamo qualcosa di straordinario. Così ogni tanto divento animatore e mi invento le pressioni: sono sempre un po’ napoletano. Pressione? Guardo la Juve, sta preparando la gara della vita contro il Bayern. Conte starà facendo vivere ai suoi una pressione positiva, come noi domenica contro il Bologna, che sarà arrabbiato per non aver vinto. A livello storico non c’è differenza, la nostra salvezza equivale alla loro Champions. Ilicic? Vorrei vedere i miei migliorare sempre. Ha un talento straordinario, ma per diventare grandissimo deve farsi accompagnare dal sacrificio dove è meno bravo. Se lo fa trova giovamento, tutta la squadra trova giovamento. Il gol alla Samp? Con rispetto parlando, ho rivisto Maradona. Miccoli? E’ il simbolo del Palermo e sono convinto che sia il primo a essere contento di far diventare come lui altri giocatori. Ilicic, perché no?, anche se gli auguro un futuro in una big. Miccoli ha segnato poco perché il Palermo è stato poco nella metà campo altrui, è mancato il supporto della squadra. Fabrizio sa essere micidiale negli ultimi 16 metri».
Infine, su Perinetti il tecnico ha dichiarato: «La forza dell’allenatore nasce da chi ti è vicino. Sono stato tre anni con Sogliano a Varese e poi con Perinetti a Siena e a Palermo. Le fortune di un allenatore sono determinate dalla bravura del dirigente. Il pallone è come un rapporto affettivo: lo sguardo della prima volta in ritiro, l’ammiccamento alle prime amichevoli, la passione in campionato, la sopportazione quando si continua. E alla fine il matrimonio prosegue oppure si va al divorzio…».