Atletico Barcellona, il Principe Joao Felix alla prova di Re Messi

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© foto www.imagephotoagency.it

Il weekend della Liga propone un Atletico Barcellona che promette scintille: in assenza di Suarez, toccherà a Joao Felix guidare i Colchoneros contro Messi e compagni

Sono numerosi i temi che accompagneranno il big match tra Atletico Madrid e Barcellona. Nel caliente sabato sera della Liga spagnola, la capolista virtuale di fronte all’esame blaugrana. La restaurazione tattica del Cholo Simeone contro il germoglio di rivoluzione oranje di Rambo Koeman.

In un campionato mai così incerto, con la Real Sociedad di David Silva e Oyarzabal a comandare la classifica, ecco uno snodo che potrebbe già essere cruciale. In particolare per le ambizioni dei madrileni, unici ancora imbattuti sin qui.

Merito di un Atletico completamente ritrovato dopo lo shock dell’estate 2019 e i molti addii pesanti, in primis Griezmann e Godin. Una squadra che ha saputo rinnovarsi anche grazie alle novità tattiche introdotte dal tecnico argentino, più offensivo ma al contempo sempre ferreo in fase difensiva.

Il grande inizio di stagione dei Colchoneros ha portato alla luce tutto il talento di Joao Felix. Il giovane fenomeno portoghese si sta velocemente consacrando e, contro il Barcellona, dovrà sostenere il peso intero dell’attacco. La positività al coronavirus del grande ex Suarez è infatti la pessima notizia per il team rojiblanco. Ma al contempo occasione per constatare quanto il “Principe” classe ’99 sia già maturato.

E cosa c’è di meglio, in questo senso, dell’incrocio stellare con il “Re” Messi? Il fuoriclasse argentino non passa settimana senza essere invischiato in qualche polemica, ultima delle quali le accuse dell’entourage di Griezmann. L’ennesimo sfogo della Pulce fa intendere che, malgrado le dimissioni di Bartomeu, la prospettiva rinnovo sia quanto mai lontana. E l’opzione di riabbracciare Pep Guardiola al City sembra sempre più credibile.

In questo contesto di rivoluzione totale che sta avvolgendo il club catalano, Koeman sta cercando di sistemare un pezzo per volta. Ma il percorso appare tutt’altro che agevole e lineare. Non tanto tecnicamente, quanto piuttosto a livello di spogliatoio e gestione “ambientale”. Un compito durissimo per il tecnico olandese, motivo in più per sognare in casa “colchonera”.