Belotti e Immobile: l’ennesima staffetta nella storia della Nazionale

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Dal dualismo tra Mazzola e Rivera fino all’attualità di Immobile e Belotti: la storia della Nazionale italiana è costellata di staffette più o meno problematiche nel reparto d’attacco

Il dibattito è apertissimo e Roberto Mancini effettivamente nulla sta facendo per schiarirci le idee: il centravanti della Nazionale agli Europei sarà Immobile o Belotti? Oppure vedremo ancora la più classica delle staffette all’italiana?
Già, perché sin dai tempi di Mazzola e Rivera la Nazionale ha vissuto sul concetto di “staffetta”, sdoganato nel famigerato Mondiale di Messico 1970. Il dualismo tra i numeri 10 di Inter e Milan spaccò letteralmente in due il gruppo azzurro, la stampa e l’intera opinione pubblica culminando nelle furiose polemiche per quei 6 minuti concessi al rossonero nella finale persa 4-1 con il Brasile di Pelè.

Durò decisamente poco, invece, quella tra Schillaci e Carnevale durante Italia ’90, con il bomber siciliano che conquistò le sue Notti Magiche a suon di gol in un reparto d’attacco che prevedeva anche Serena, Vialli e Baggio.

Proprio il Divin Codino fu protagonista nel 1998 di una staffetta ben più accesa con Alex Del Piero, cui fu lasciato il numero 10 a inizio Mondiale. Il fuoriclasse juventino parte con i galloni da titolare, ma non arriva all’appuntamento in grandi condizioni. Baggio, dal canto suo, sembra invece rivitalizzato dal sorprendente campionato giocato con il Bologna. L’alternanza nel girone iniziale funziona, ma il dilemma si trascina fino al quarto di finale contro la Francia: il CT Maldini sceglie uno spento Del Piero dall’inizio, salvo poi inserire il numero 18 nella ripresa con quella spettacolare girata al volo che accarezzò il palo e lasciò enorme amarezza nel cuore degli italiani.

Più dolce, decisamente, il dualismo che lo stesso Pinturicchio si trova a vivere nel 2006: stavolta è lui a rinunciare alla numero 10 in favore di Francesco Totti, titolare designato per guidare l’attacco azzurro. Il saggio lavoro di Marcello Lippi va però oltre i campanilismi, riuscendo nella complicata impresa di far anche convivere i due fuoriclasse e senza creare eccessivamente l’effetto tormentone della staffetta. Il giallorosso e il bianconero posero a rotazione il loro mattoncino fino al trionfo Mondiale, forse esattamente quello che si augura di vivere Roberto Mancini con Immobile e Belotti.