Bonucci, il difensore “estremo”: ma al prossimo errore ricordatevi di quel gol di Ronaldo…

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Bonucci, il difensore “estremo”: sbadato in marcatura, decisivo nell’impostazione. E al prossimo errore ricordatevi di quel gol di Cristiano Ronaldo…

Ogni perla ha la propria conchiglia, grazie alla quale e all’interno della quale si genera. Così quella plasmata mercoledì sera da Cristiano Ronaldo, ad illuminare il pubblico dell’Allianz Stadium prima della clamorosa beffa firmata dal Manchester United di Mourinho. Dietro ogni capolavoro, c’è un rapporto di causa-effetto ad innescarlo. Ovvero, in questo caso, l’assist di un compagno. E che assist. La millimetrica imbeccata dalle retrovie di Leonardo Bonucci, dal cui destro è nata una dolce parabola di quaranta metri a far esplodere tutta la coordinazione e la potenza di cui è capace CR7. Una spettacolare rete che scorrerà per anni nella sigla delle trasmissioni sportive, ma oltre al gesto tecnico del lusitano andrebbe tenuta ben salda nella mente anche la sciabolata del centrale bianconero. Soltanto uno, pur tra i più eclatanti, degli innumerevoli esempi di come il viterbese con i suoi piedi educati sia in grado di accendere la miccia. E innescare le reti della corazzata Juventus, con lanci e cambi di gioco che finiscono troppo spesso per passare, quasi scontati, sotto silenzio.

Bonucci, tra errori in disimpegno e soluzioni in impostazione: la doppia facciata della stessa medaglia

Al contrario delle sue sviste difensive, tanto inevitabilmente letali quanto legittimamente reclamizzate. Una seconda facciata, però, della stessa medaglia. Perché Leonardo Bonucci è questo, tutto compreso. Prendere o lasciare. Primo regista della manovra bianconera, con licenza di dispensare assist, e – al contempo – incerto baluardo difensivo, soprattutto quando si tratta di marcare a uomo l’avversario e farsi trovare pronti sulle palle alte spioventi dai lati. Come accaduto in occasione del gol di Stepinski contro il Chievo e di quello di Babacar col Sassuolo, passando per la mortifera rete di Bessa nell’1-1 raccolto dal Genoa a Torino. E senza nemmeno dimenticare il momentaneo vantaggio del Napoli all’Allianz, nato da un errato disimpegno proprio del 19 bianconero in fase di impostazione. In quattro delle prime sei reti subite in campionato dalla squadra di Allegri, insomma, si è palesata un’imprecisione di Bonucci a metterci lo zampino.

Senza il quale, probabilmente, il fatturato dei gol incassati sarebbe anche potuto essere minore. Senza il quale, però, molte partite non sarebbero state risolte grazie alla sua “silenziosa” mano dalle retrovie. Questo – nel bene e nel male – è Bonucci, un difensore a suo modo “estremo”. Senza vie di mezzo, senza compromessi. Proprio come fuori dal campo. Prendere o lasciare.

@DanieleGalosso