Calciomercato Milan: il Diavolo ha già cambiato volto

ricardo rodriguez wolfsburg
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Calciomercato Milan, il Diavolo voleva anticipare tutti ed in buona parte ci sta riuscendo: l’analisi sulle operazioni rossonere

Il nuovo direttore generale Marco Fassone – spiazzando un po’ tutti – lo aveva detto forte e chiaro: il calciomercato Milan si concluderà per tre quarti già entro fine giugno. Tempestività che suonava quantomeno strana considerati invece i problemi strutturali che avevano accompagnato il ribattezzato closing, ossia gli atti conclusivi della trattativa che ha poi portato il pacchetto di controllo del Milan dalla famiglia Berlusconi alla cordata cinese sostanzialmente rappresentata dall’imprenditore Li Yonghong. Chi aveva ipotizzato, a ben donde, una prima fase di assestamento rimarrà probabilmente deluso: proprietà e dirigenza corrono a braccetto per garantire all’allenatore Vincenzo Montella un organico all’altezza delle aspettative che un club del calibro del Milan deve necessariamente incarnare.

La difesa è già fatta: novità per tre quarti

Da dove si parte? Sempre dalle basi, dalle fondamenta del palazzo se l’obiettivo è quello di fare le cose perbene, di riuscire nelle intenzioni quando queste sono ancora o appena un’idea. Diamo per buona la complessa riconferma di Donnarumma o quantomeno rimandiamo l’argomentazione al prossimo futuro, intanto tre quarti della difesa hanno già assunto una veste nuova: la conferma della titolarità arriverà esclusivamente per Alessio Romagnoli, come giusto che sia, prospetto più interessante e valore attuale maggiore tra i difensori già a disposizione. A far coppia centrale con l’ex difensore della Roma dalla prossima stagione ci sarà Mateo Musacchio: classe ’90, perfetto per carta d’identità ed esperienza già accumulata, roccaforte di quella difesa del Villarreal che negli anni ha trovato gli argomenti per far parlare di sé. Fisicità, senso della posizione, abilità in marcatura e discreta rapidità: ne beneficerà in primis proprio Romagnoli, non più costretto a giocare il ruolo del leader della difesa, che non per forza gli appartiene, ma libero di maturare senza la pressione di dover guidare un reparto carente negli individui. Potrà appoggiarsi al centrale argentino e nel tempo trovare quell’intesa che sarà inevitabilmente alla base del Milan che verrà. Ma non solo: si cambia anche sulle corsie, ragion per cui si assisterà ad una vera e propria rivoluzione. Tre quarti della difesa rossonera saranno rinnovati dal nuovo corso cinese.

Gli innesti sulle corsie

Il blitz in Germania ha ratificato quanto sembrava già fatto da giorni: il nuovo esterno sinistro della linea difensiva del Milan sarà Ricardo Rodriguez. Diciotto i milioni per Musacchio, all’incirca gli stessi che Fassone e colleghi hanno scelto di investire sul profilo dello svizzero: classe ’92, acquisto – consentitecelo – da urlo per rapporto qualità/prezzo. Se il Milan a 36 milioni è riuscito a mettere le mani su due innesti del genere vuol dire che sta lavorando con la convinzione di poter davvero invertire il trend, con la consapevolezza di chi sa il fatto suo, con la reale volontà di voler anticipare gli avversari e permettere a Montella – in avvio di ritiro – di lavorare con buona parte della prossima rosa al completo. Con acquisti che uniscono al meglio il valore intrinseco e le evidenze della carta d’identità: ancora giovani ma già con esperienza, a prezzi di mercato tutt’altro che folli. Ricardo Rodriguez può stravolgere la corsia mancina del Milan: prorompente in fase di spinta, tutti ricorderanno la forza del suo piede, fattore cruciale per quanto concerne i piazzati. Nelle dinamiche del calcio italiano dovrà compiere un ultimo upgrade in termini di accortezza nella fase difensiva: lasciare spazi agli avversari, nella Serie A, spesso si traduce in situazioni piuttosto pericolose. Vincenzo Montella è in tal senso l’allenatore ideale per smussarne alcune caratteristiche e valorizzarne altre.

E che colpo sulla destra…

Milan che non ha alcuna intenzione di fermarsi, intenzionato a rivestire anche la corsia destra: Andrea Conti avrebbe già scelto il Milan come club del suo futuro, manca l’intesa tra le società, con l’Atalanta che ha tutta l’intenzione (sacrosanta) di fare cassa dopo una stagione complessiva così alta. La sensazione forte è che la dirigenza rossonera dovrà sfondare il muro dei venti milioni per convincere il club bergamasco a cedere il suo gioiello: sgombriamo il campo dai dubbi, li vale tutti. Ma tutti davvero. La premessa doverosa: con Gasperini ha giocato quinto di centrocampo, un po’ come accadeva ai prolifici esterni del Napoli di Mazzarri. Le sue impressionanti statistiche dunque – 8 reti e 5 assist stagionali – vanno se non prese con le molle quantomeno parametrate sul nuovo modulo in cui andrà a giocare. Quarto di difesa, con tanto di abbassamento del suo baricentro e riduzione della portata offensiva, in nome di un diverso equilibrio tattico. Giocare esterno in un 3-5-2 dinamico porta ad avere le spalle coperte dal terzo di difesa, che si apre in conseguenza della propulsione offensiva dell’esterno: altra cosa è agire da terzino di una difesa a quattro, di fatto senza copertura. Abbiamo detto delle statistiche da interpretare, ma nessun dubbio sussiste sul valore del calciatore: Montella ha le chiavi per agevolare il rapido passaggio tattico senza che si lasci alcunché per strada.

Calciomercato Milan, il resto

Già preso Franck Kessié sempre dall’Atalanta, classe ’96, mentre classe ’94 è Andrea Conti: come potete intuire il canovaccio si svolge sulle considerazioni precedentemente avanzate. Giocatori giovani e già forti. Il centrocampista ivoriano ha segnato e fatto assist, ha lottato contro le mediane avversarie, ha garantito a Gasperini quella sostanza fisica di cui la sua Atalanta necessitava per funzionare a dovere. Qualche dubbio sussiste sui mezzi tecnici che si richiedono ad un centrocampista chiamato a cambiare il volto di un club della levatura del Milan, ma a venti milioni di euro è una scommessa che vale la pena vivere: del resto, ad appena vent’anni, ha il tempo avanti a sé per costruirsi fondamentali migliori di quelli odierni. Se poi sarà la sapienza tattica e tecnica di Lucas Biglia a fargli compagnia, beh, ogni problema è risolto: l’argentino ci mette la testa, l’ivoriano il fisico. Ed il cocktail è servito. Il resto lo fa inevitabilmente il discorso offensivo: si passa da attaccanti di primo livello per elevare realmente le ambizioni di un club recentemente ridimensionato quale senza possibilità di essere smentiti è il Milan. Alvaro Morata in pole, alternativa Belotti, poi un esterno di livello, magari polivalente e dunque impiegabile su entrambe le corsie, prima di procedere a cessioni che permettano – almeno parzialmente – di rientrare in termini di bilancio. Ma siamo appena alla prima settimana di giugno e come potete ampiamente osservare, il Milan sta già assumendo un volto diverso.