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Atletico Madrid

Chelsea Atletico: così Kanté e Kovacic hanno cancellato Simeone – ANALISI TATTICA

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L’accoppiamento Chelsea Atletico Madrid non ha sostanzialmente avuto storia: la mano di Tuchel ha sistemato i Blues, dominanti contro il Colchoneros

Per quanto il Chelsea fosse rinato con Tuchel, nessuno si sarebbe aspettato un doppio confronto con un simile gap contro l’Atletico di Simeone. I colchoneros – leader della Liga – hanno disputato due prestazioni molto povere dal punto di vista tecnico e agonistico, che sotto un certo punto di vista manifestano anche il calo che il campionato spagnolo ha patito nelle ultime stagioni.

La superiorità dei blues, schierati con il 3-4-2-1, si è vista in entrambe le fasi di gioco. Quando palleggiavano dal basso, l’Atletico non riusciva a recuperare il pallone con efficacia. Il Chelsea consolidava il possesso con facilità: la palla girava velocemente e c’era un continuo smarcamento.

Come successo a tante altre squadre (tra cui il Liverpool qualche settimana fa), il doppio mediano inglese ha mandato fuori giri la pressione rivale. Il Chelsea riusciva a trovare sempre liberi Kanté e Kovacic, che hanno toccato una valanga di palloni ed effettuato una prestazione maestosa in mezzo al campo (155 passaggi in due).

Inoltre, il Chelsea è stato aggressivo e compatto senza palla. In fase di non possesso, la squadra era infatti estremamente stretta e corta indipendentemente dalla zona del campo in cui pressava. L’Atletico era spesso sovrastato dall’aggressività rivale: perdeva palla con facilità e faticava ad arrivare in modo pulito nella trequarti rivale, con Joao Felix che raramente ha usufruito di ricezioni pericolose. Nelle poche situazioni in cui l’Atletico ha trovato l’uomo tra le linee, Kanté ha poi sbrogliato la situazione con interventi difensivi sublimi. L’aggressività senza palle dei londinesi ha sfiancato l’Atleti, che anche quando recuperava palla si vedeva circondato da (furiose) maglie rivali.

Nella slide sopra, vediamo il Chelsea estremamente compatto. Si vede anche come Joao Felix (schermato) arretri parecchio la propria posizione.

All’andata, Simeone aveva essenzialmente impostato la partita per lo 0-0 in modo da potersi giocare poi la qualificazione a Londra. Quando, nel match di ritorno, l’Atletico si è allungato nel tentativo di segnare, si è capito come mai il Cholo temesse i velocisti di Tuchel. In ripartenza, sfruttando la gamba di giocatori come Ziyech, James e Werner, il Chelsea ribaltava l’azione con grande facilità. I difensori dell’Atletico, soprattutto nel secondo tempo, hanno faticato parecchio nel coprire la profondità in campo aperto. Non a caso, le reti dei padroni di casa sono arrivate proprio in seguito a ripartenze: la prima letteralmente regalata dall’Atletico a seguito di un calcio di punizione sfruttato male dagli ospiti.

Si è molto discusso della prestazione opaca di Suarez, che non segna in una trasferta di Champions da ben 26 partite. In Liga, mettendo tanta qualità tra le linee, Simeone è riuscito a creare un contesto che assecondasse le sue caratteristiche, senza chiedergli un lavoro fisico sfiancante (e infatti come finalizzatore continua a essere top mondo). Quando però si alza l’intensità e serve che la prima punta faccia guadagnare metri, il sudamericano presenta tanti limiti. Ieri nel gioco spalle alla porta è stato mangiato da Zouma e Rudiger, vanificando anche alcune situazioni interessanti.

Nel finale, soprattutto con l’ingresso di Lemar, l’Atletico sembrava essere finalmente riuscito a guadagnare supremazia territoriale e pericolosità. Tuttavia, l’espulsione di Savic ha quasi del tutto annullato le già flebili speranze di rimonta.

Prosegue il momentaccio dell’Atletico. Nello scorso mese, oltre ad avere dilapidato buona parte del vantaggio accumulato in Liga, sono usciti male della Champions, creando troppo poco contro un Chelsea nettamente superiore. Al contrario, i blues si trovano in uno splendido momento di forma, la squadra gioca bene in entrambe le fasi ed è piena di certezze tattiche. Il Chelsea sembra una delle squadre meglio costruite per arrivare fino in fondo. Finalmente, dopo il pessimo avvio di stagione con Lampard, c’è un allenatore in grado di valorizzare il talento a disposizione.

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