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Editoriale

Crack Super League: il trionfo di tifosi, giocatori e allenatori

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leeds super league

L’ennesima nottata di passione ha portato la Super League sull’orlo del baratro: determinante la dura presa di posizione di chi il calcio lo ama veramente

Bye Bye Super League, verrebbe da dire. Al culmine di 48 ore di ordinaria follia scopriamo che l’innovativo e rivoluzionario progetto per il calcio continentale è già a un passo dal disfacimento totale. E non che ci dispiaccia in senso assoluto, perché siamo tutti un po’ stufi di pagliacciate e comunicati notturni.

Determinante l’uscita in blocco delle sei formazioni inglesi: prima fra tutte il Manchester City, ultima in ordine temporale il Chelsea, di fatto in contemporanea le altre quattro. Ma la genesi della Brexit pallonara ha radici soprattutto nelle passionali manifestazioni di dissenso dei tifosi, in particolare quelli Blues, a seguire quanto successo lunedì sera tra i supporter di Leeds e Liverpool.

Nel frattempo, però, un coro sostanzialmente unanime di rabbia e sconcerto era arrivato da coloro che il prato verde lo calpestano tutti i giorni. Dalla lettera dei giocatori Reds alle parole di Bruno Fernandes, da Klopp a Guardiola solo per restare ai diretti interessati d’Oltremanica. Senza considerare la voce critica della colonna blaugrana Pique e addirittura quella del cervello blanco Kroos, non proprio banale per un dipendente di Florentino Perez. Un grido di rabbia da tutta Europa, intonato perfettamente in una conferenza stampa da applausi di Roberto De Zerbi, cui coraggio e cuore di certo non mancano anche fuori dal campo.

E la politica? Il Congresso UEFA sin dalla mattinata aveva aperto in realtà un primo varco. Le mani tese ai club dissidenti da parte di Infantino e, soprattutto, Ceferin sottintendevano una trattativa che già da ore verosimilmente andava avanti. Una tessitura sapiente che, unitasi alle violente proteste da tutta Europa, ha dato i suoi frutti.

Ma non è finita qui, c’è da scommetterci. L’ennesima nota ufficiale emessa a tarda notte dalla Super League annuncia lo stand-by del progetto, che ora andrà ripensato e possibilmente concordato con FIFA e UEFA. Perché un campionato d’elite non va scartato a priori, ma non può avere diritto di cittadinanza senza fondarsi sulla meritocrazia. Lo richiedono la nostra storia, la nostra millenaria cultura sportiva, i nostri tifosi, giocatori e allenatori. Perché il calcio è soprattutto di chi lo ama veramente.