Le dieci frasi esilaranti pronunciate da Carlo Tavecchio nel giorno dell’addio alla Figc – VIDEO

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Ecco dieci frasi esilaranti pronunciate da Carlo Tavecchio nel giorno dell’addio alla Figc, in una conferenza stampa storica

Carlo Tavecchio ha ufficialmente lasciato la presidenza della Figc. La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali in Russia 2018 ha portato, a una settimana di distanza dalla tremenda notte di San Siro, all’esonero del commissario tecnico Gian Piero Ventura e al clamoroso passo indietro di Tavecchio dalla Federcalcio. Una svolta storica, arrivata dopo una delle pagine sportive più tristi della storia del calco nazionale. Tavecchio, nel giorno del consiglio direttivo della Figc, non ha più avvertito il supporto della Lega Nazionale Dilettanti, l’organismo che lo ha visto sulla cresta dell’onda per quasi vent’anni. Nella conferenza stampa nella quale ha comunicato ai giornalisti e alla nazione intera la volontà di lasciare Tavecchio si è sfogato, vuotando il sacco sul calcio italiano e sulle dinamiche che lo hanno portato a farsi da parte. Godetevi le dieci frasi esilaranti pronunciate dall’ormai ex presidente della Figc in una giornata letteralmente scoppiettante.

  1. «Se quel palo fosse entrato, Tavecchio era un campione? No, era uguale».
  2.  «Chapeau al mondo dei dilettanti per cosa? Chapeau lo dico io, che non ho mai preso un euro».
  3. «Ero l’unico che voleva la moviola in campo, l’altro era quel signore che è morto (Biscardi, ndr). Il primo era lui, poi c’era Carlo Tavecchio».
  4. «Cosa farò ora? In ogni sventura c’è una piccola parte di Provvidenza, come diceva Manzoni. Nessuno mi ha contattato dopo le dimissioni, solo mia moglie».
  5. «Ventura è stato scelto da Lippi. Gli italiani sono seri, non ho mai fatto così tanti selfie come negli ultimi giorni».
  6. «Uva è vicepresidente Uefa perché è bello?».
  7. «La Christillin è nel Consiglio Fifa grazie agli gnomi dietro la scrivania?».
  8. «Se ritengo di avere colpe per la mancata qualificazione al mondiale? Forse non essere intervenuto a Milano per cambiare allenatore alla fine del primo tempo…».
  9. «Ce l’ho messa tutta ma so fare qualche tiro col portiere fuori, ai cross ci arrivo a malapena e i rigori non li so tirare altrimenti forse, in Francia, ci qualificavamo».
  10. «In questi anni cosa ho condiviso col presidente del Coni Malagò? Tutto. Quando ho pensato alle dimissioni? Alle 12 meno un quarto».