Filipe Luis a testa alta: «Dobbiamo battere la Roma»

Iscriviti
filipe luis
© foto www.imagephotoagency.it

L’Atlético Madrid sfida la Roma, Filipe Luis la commenta così: «Questo è un periodo difficile, ma non possiamo che vincere. Griezmann…»

Filipe Luis ha la passione del cinema, ha appena rivelato di aver visto oltre 2000 film. Del cinema italiano cosa le piace? Il brasiliano apre la felpa e mostra una foto di Clint Eastwood in piena epoca «Spaghetti Western». Si spiega meglio ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”: «I miei favoriti! E poi Bud Spencer e Terence Hill in Trinità, li ho visti decine di volte. Però il mio film italiano preferito è “La vita è bella” di Benigni. Il padre è una figura talmente meravigliosa che non meritava di morire. Quel film mi ha insegnato tante cose, soprattutto ora che sono padre anche io: non potrei mai fare per mio figlio ciò fece quel papà per il suo».

ROMA – E la Roma? «Siamo praticamente eliminati ma dobbiamo batterla. Per noi stessi, per continuare a crescere e a sperare. La Roma è quasi passata, sta bene ed è un’ottima squadra ma pensiamo di poterla battere perché all’Olimpico abbiamo fatto una grande partita, meritavamo di vincere. E poi giochiamo in casa». Ha rapporti con i brasiliani della Roma? «Con Alisson, per la nazionale, e perché è del sud del Brasile, come me. Un ragazzo serio, educato, lavoratore. Saremmo amici anche senza il calcio». Un pensiero va anche al Mondiale di giugno: «Lotto contro Marcelo, il titolare, e Alex Sandro che sta facendo grandi cose alla Juve. È un grande stimolo per me, deciderà Tite, il c.t. che ha cambiato la nazionale brasiliana e merita rispetto, qualsiasi cosa scelga. È un grande tecnico, al livello di Mourinho, Guardiola o Simeone. E non lo dico per farmi portare in Russia…».

MOMENTO DIFFICILE – L’Atlético ha pareggiato sette delle ultime nove partite e fatto appena due reti nelle ultime tre, firmate da Thomas Partey. «Non è colpa degli attaccanti ma della squadra: creiamo poco, noi difensori e i centrocampisti dobbiamo offrire più a chi sta davanti. Al momento manca un po’ di fiducia: sia alla squadra sia a Griezmann. Non siamo rilassati, abbiamo dei dubbi: è uno dei momenti più duri da quando sono qui, fatichiamo a creare gioco e occasioni, però ci è già successo: ci vuole calma, bisogna controllare l’ansia». Sì, ma Griezmann non segna da oltre 700’…: «Di lui si parla tantissimo perché è la nostra stella, ma spesso lo si fa in maniera ingiusta. È vero, non segna. Ma gioca bene, aiuta a difendere, si propone, corre. Con la Francia segna, se stesse male non farebbe gol in nazionale. Dobbiamo servirlo meglio e far sì che sia felice, perché quando Griezmann è contento è uno dei migliori del mondo. Come Messi: quando è felice anche se non fa gol offre tre assist. Antoine ha addosso troppa pressione».