Genoa: gli artisti rossoblù si schierano contro la coppia Preziosi – Mandorlini

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Anche molti artisti tifosi del Genoa hanno voluto esprimere il loro dissenso verso l’attuale gestione del club

Da pochi giorni la panchina del Genoa è stata affidata ad Andrea Mandorlini che ha già iniziato a lavorare sodo per far ritornare la squadra a esprimersi al meglio dopo un periodo buio che dura da troppo tempo. Nonostante ciò l’aria di novità non scalza per ora quella di contestazione che si respira intorno all’ambiente rossoblù. Anche alcuni personaggi dello spettacolo genovesi si sono apertamente schierati contro il presidente Enrico Preziosi e contro il neo tecnico ex Verona. Uno di questi Francesco Baccini, che insieme al mitico Fabrizio De André è tra le altre cose l’autore dell’inno del Genoa, «Genoa you are red and blues». Il cantautore ha così parlato ai microfoni di Radio 24: «Mandorlini non mi piace per niente e il Genoa per prima cosa dovrebbe cambiare presidente. Se per un motivo o per l’altro ti vengono a mancare Perin, Veloso, Rincon e Pavoletti l’allenatore ha poche colpe. Più che la squadra e gli allenatori noi dovremmo davvero cambiare presidente che a ogni mercato smembra tutto, ma il club ha dei debiti e nessuno può prenderlo. Comunque fossi io un presidente di calcio farei un contratto a vita a Gasperini, è un genio del pallone». Oltre a Baccini anche il cantante Sergio Giacobbe ha voluto esprimere il suo disappunto nei confronti della società tramite il suo profilo Facebook: «Caro presidente Preziosi, ti ho sempre sostenuto e difeso ma ora ti faccio una domanda: perchè far pagare gli abbonamenti a tutti quei tifosi malati di Genoa come me, proponendo a luglio una squadra, che puntualmente a gennaio non esiste più? Ecco, io credo che siamo vicini a una truffa, è come pagare un concerto per vedere Vasco Rossi e poi trovarsi sul palco Massimo Di Cataldo… Che delusione quelli che giocano con i sentimenti dei tifosi pretendendo amore e passione e restituendo solo cenere e rottami». E infine sempre su Facebook si è sfogato il cabarettista genovese Marco Rinaldi: «La dignità mi impone di smettere di prestare il fianco a chi sta trasformando la passione per la squadra di calcio per cui tifo in uno stereotipo grottesco. Fino a che il Genoa verrà gestito in questo modo preferisco ricordare ciò che è stato e ripensarmi sui gradini in cemento della Gradinata Nord, con un po’ di malinconia, un velo di tristezza negli occhi ma con la dignità di chi riesce a conservare la speranza».