Inter, la difesa è già da Champions League. E Martinez si presenta

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Dopo il folle epilogo dell’Olimpico, l’Inter programma il suo futuro: o meglio, si è mossa in anticipo rispetto alla concorrenza

La sessione di calciomercato non ha ancora preso il via ma la programmazione impone di muoversi concretamente già ora, per strutturare un organico che sia competitivo su tutti i fronti della stagione: è il caso dell’Inter di Spalletti, che dopo il clamoroso ribaltamento dell’Olimpico si è guadagnata la Champions League, accesso alla massima competizione internazionale che obbliga a non lasciare nulla al caso. L’obiettivo sarà quello di migliorare: innanzitutto il piazzamento in campionato, che si auspica superiore al quarto posto faticosamente ottenuto quest’anno, poi nella strada internazionale, con una Champions tutta da vivere. Intanto l’Inter ha mosso i primi passi di mercato: alla corte di Spalletti arriveranno – peraltro a parametro zero – gli svincolati Stefan De Vrij e Kwadwo Asamoah. Oltre al già definito innesto di Lautaro Martinez, che proprio oggi ha sostenuto le visite mediche con il club nerazzurro ed è pronto a trasferirsi nel calcio europeo.

Inter, De Vrij ed Asamoah cambiano la difesa?

Parametro zero di qualità. Va in tal senso fatto un applauso all’Inter perché senza investire sui cartellini – e dunque riservando il suo budget di calciomercato ad altre operazioni in entrata, da effettuare nei restanti comparti di campo – ha già sostanzialmente completato il rafforzamento della difesa. Acquistando calciatori di comprovato valore, provenienti da squadre quali Lazio e Juventus che puntualmente disputato le competizioni internazionali, per cui di assicurata esperienza complessiva. Cambia il tenore della difesa dell’Inter perché chi arriva può vantare un livello generale maggiore a chi c’era già: De Vrij va a strutturare un pacchetto centrale in cui oltre ai titolari Skriniar e Miranda c’era di fatto il solo Ranocchia (ininfluente l’operazione Lisandro Lopez). Senza troppi giri di parole, va ad elevare il tenore nonché il livello tecnico della retroguardia nerazzurra. Mentre Asamoah è l’occasione di mercato che va ad adeguare – magari in attesa di un ulteriore innesto – il precario roster dei terzini dell’Inter. Soltanto Joao Cancelo aveva portato valore alle scelte di Spalletti, che prima della crescita di rendimento del portoghese avrebbe potuto contare sul solo D’Ambrosio, tenuto conto delle difficoltà di Dalbert e dell’inaffidabilità di Santon.

Duttilità tattica: linea a tre o a quattro

Quel che cambia realmente nell’economia della difesa dell’Inter è la possibilità di scelta che avrà ora Luciano Spalletti. Facciamo un passo indietro per spiegarci meglio: nella sua seconda e breve parentesi sulla panchina della Roma, ha mostrato di gradire una decisa variabilità tattica. Passando, anche a volte durante l’arco della partita, da un sistema difensivo a quattro ad una a linea a tre. Ha sperimentato anche un assetto ibrido, in quella che fu ribattezzata la difesa a tre e mezzo. Insomma ha optato per un dinamismo che si è spesso modellato sulle caratteristiche dell’avversario, portando in dote risultati considerevoli. Nella sua annata di battesimo alla guida dell’Inter non ha potuto muoversi con la stessa disinvoltura, data di fatto l’impossibilità (o la grande difficoltà, fate voi) di switchare verso una difesa a tre: innanzitutto per una questione strettamente numerica, schierando infatti tre difensori Spalletti si sarebbe ritrovato privo di cambi. Poi per l’aspetto qualitativo e di compatibilità tra i componenti: le caratteristiche di Ranocchia mal si sposano con quella di Miranda e Skriniar, soprattutto del brasiliano di cui rappresenta un doppione. Con De Vrij cambia la musica: rapido e tecnico, l’integrazione con i due titolari dell’attuale stagione può essere perfetta. E dunque permettere sia l’impiego della difesa a tre che a quattro, lì dove nel caso l’escluso sarebbe proprio il brasiliano. La difesa dell’Inter si è attestata come la quarta della Serie A con trenta gol incassati, appena uno in più rispetto al Napoli e due alla Roma: gli innesti di De Vrij ed Asamoah in tal senso possono fare la differenza e non solo ridurre il gap, ma segnare un punto a vantaggio.

Inter, ecco Lautaro Martinez

Classe 1997, il centravanti argentino ha sostenuto le visite mediche e si appresta a diventare un nuovo calciatore dell’Inter. Pagato venti milioni di euro, Lautaro Martinez è un attaccante che porta in dote i suoi diciassette gol stagionali e l’entusiasmo della nuova esperienza. Compatibile con Mauro Icardi o sostituto nella logica dell’alternanza, il sudamericano è tutto da scoprire. Con il classico punto interrogativo che si impone in questi casi: l’immediata adattabilità al calcio europeo. L’Inter in tal senso è recentemente rimasta bruciata dal caso Gabigol e sogna un responso del tutto differente. Spalletti ha un’arma in più in un pacchetto offensivo che dovrà necessariamente portare in dote una prolificità differente rispetto a quella attuale, con i nerazzurri quarto attacco della Serie A ma a distanze siderali dai primi tre.