Cuore operaio e la forza dei gregari: l’Italia ritrova il suo spirito storico

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L’Italia di Roberto Mancini ha in se le caratteristiche e lo spirito storico della nostra Nazionale

Francesco Caputo è solo l’ultimo dei calciatori cosiddetti “di provincia” che hanno fatto innamorare e battere i cuori dei tifosi azzurri. Esordio con gol per Ciccio nella partita contro la Moldova e il paragone con Toto Schillaci che, arrivando proprio dalla provincia, fece volare la Nazionale ai Mondiali di Italia ’90. Caputo spera di ripetere le gesta dell’ex bomber siciliano e la ghiotta occasione potrà essere l’Europeo della prossima estate.

CUORE OPERAIO – E l’exploit di Caputo ha dato conferma di come l’Italia di Roberto Mancini possegga in se quel cuore operaio e quella forza dei gregari insita nel carattere della Nazionale azzurra. Il nostro Paese, e non solo nel calcio, ha sempre avuto come maggiori trascinatori proprio i calciatori proveniente quella classe operaia che con i suoi sforzi e il suo sudore ha dato linfa vitale alle formazioni dei vari commissari tecnici che si sono succeduti in panchina. La forza di chi viene dal basso, di chi lotta con le unghie e con i denti per raggiungere grandi traguardi.

GREGARI – CaputoLazzariLasagnaGrifo, Di Lorenzo sono solo alcuni dei gregari che il c.t. Mancini ha portato in Nazionale. Calciatori forgiati dalla provincia che vanno a completare un gruppo reso magicamente perfetto dal loro sudore. Nel recente passato, però, anche Antonio Conte si è affidato a questo tipo di calciatori per portare in alto il nome dell’Italia. Nell’Europeo del 2016, l’ex allenatore azzurro, ha portato con se calciatori quali Eder, Darmian, Pellè e quel Giaccherini che racchiude il succo del calciatore operaio. E il risultato fu straordinario, con una Nazionale che fece appassionare i suoi tifosi e fermata solamente ai rigori dalla Germania. Lo stesso fu per gli azzurri campioni del Mondo nel 2006, con Lippi che chiamò per la trasferta tedesca gente come Gattuso, Materazzi, Grosso, Iaquinta tra gli altri. Sudore, cuore, polmoni e la garra, tanto cara agli uruguagi, che ha spesso regalato grandissime gioie al calcio italiano. Cuore operaio e forza dei gregari: l’Italia è questa e guai a lamentarsi.