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Juventus, Danilo: «Ho dovuto dire a Ronaldo “fermo che ti fai male”»

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Danilo si racconta e parla del suo periodo alla Juventus tra Andrea Pirlo e Cristiano Ronaldo: ecco le parole del brasiliano

Danilo ha rilasciato una lunga intervista a TNT Brasil. Ecco le sue parole.

PIRLO – «Penso che rispecchi molto quello che era come giocatore. Non c’è da stupirsi che chi guarda da fuori percepisca davvero Pirlo sempre concentrato. Che parla meno rispetto ad altri allenatori, che si esprima meno, ma ha già dimostrato come giocatore, sempre molto tranquillo, con poche parole ma che sapeva rendere molto bene con la palla. Ha sempre avuto le idee chiare come allenatore, come comandante della squadra. E questo credo sia stato un punto importante per conquistare il gruppo, per essere in grado di far seguire le sue idee dalla squadra. Questo credo sia la cosa più importante per il lavoro di un allenatore, ovviamente anche le decisioni su chi far giocare e chi no o i cambi durante la partita, anche questo è importante. Ma fare in modo che la squadra ti segua, che 20 giocatori seguano la tua idea di lavoro, l’idea di calcio, è la cosa più difficile. Lui è riuscito ad attuarla e a farsi seguire dalla squadra velocemente. Certo, non è molto facile adattarsi dopo un lavoro molto diverso da quello che avevamo prima, quindi ci vuole tempo, anche per i nuovi appena arrivati. Ma quello che ha da offrire di più il mister è riuscire a far seguire fedelmente dalla squadra le sue idee di calcio».

LOTTA SCUDETTO – «Ho già visto e vissuto situazione ancora più complicate di questa, in termini di distanza di punti e alla fine della stagione le cose si sono ribaltate ed è finita che ho vinto il titolo. Abbiamo dimostrato di essere sulla strada giusta, in alcune occasioni. Una di queste è stata sicuramente la partita di Milano, poi anche la vittoria a Barcellona. Sono partite che dimostrano che siamo sulla strada giusta, che siamo competitivi e che possiamo lottare per tutto. In altre partite è naturale che si senta il cambiamento di lavoro, il modo diverso in cui giochiamo, l’inserimento dei nuovi giocatori. Anche in altri campionati, le grandi squadre hanno avuto molte difficoltà a mantenere la regolarità, anche per la situazione di giocare ogni 3 giorni, il poco riposo e per la mancanza di giocatori a causa Covid o per infortuni. Ci sono una serie di fattori che non permettono di avere un rendimento regolare. Ma come ho detto, abbiamo dimostrato di essere sulla strada giusta e che stiamo facendo un lavoro che può portare frutti importanti. Credo anche che la Juve stia ingaggiando tanti nuovi giocatori. Credo che il lavoro sia stato fatto molto bene, ma ovviamente molta gente giudica i risultati, la distanza dalla prima, dalla seconda o dalla terza. Tra di noi c’è grande fiducia nel lavoro che stiamo facendo e che ci sono le condizioni per continuare a lottare per tutte le competizioni in cui giochiamo».

RONALDO – «Ho un bel rapporto con lui, parlando anche personalmente. Già dai tempi del Real avevamo un bel rapporto e qui ci siamo incontrati di nuovo. Cerco di godermi il momento con questo tipo di giocatore, con questo tipo di persona, perché è immenso. Non avrò altre occasioni, quindi cerco di godermi i momenti che ho con lui. Cerco di imparare tutto quello che posso. Cerco di essere una motivazione per lui perché ci potrà aiutare molto. Come tifoso di calcio, voglio vederlo sempre fare grandi cose perché per me è un orgoglio poter guardare tutto quello che fa, battere le mani ed essere il suo compagno. Questo tipo di cose con Ronaldo è un clichè. È un ragazzo che per restare al top per così tanti anni deve fare sempre qualcosa di diverso. Ad esempio, durante le partite è successo che facesse un tackle o una palla rubata un po’ più brusca e mi chiedesse: “Ti è piaciuta?”. Io rispondo: “Stai attento che ti fai male, non sei abituato. Lascia farlo a noi dietro”. Sta dando un grande contributo, sacrificio e questo è qualcosa che impari».

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