Le lune di Lautaro Martinez: l’Inter ha il suo Dr. Jekyll e Mr. Hyde

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© foto www.imagephotoagency.it

Il percorso verso una considerazione da top player è ancora in divenire per Lautaro Martinez, troppo spesso soggetto a sbalzi di umore e rendimento

Se c’è un giocatore che potrebbe a ragion veduta interpretare il ruolo di Dr. Jekyll e Mr. Hyde, ecco, quello è Lautaro Martinez. Il centravanti dell’Inter è incappato nuovamente in una porzione di settimana decisamente buia, contraddistinta dal gol clamorosamente sbagliato con lo Shakhtar Donetsk.

Il famosissimo personaggio plasmato da Robert Louis Stevenson racchiude in sé la duplicità dell’animo umano, quell’eterna battaglia della psiche tra bontà e malvagità. Un conflitto interiore che spesso e volentieri sembra possedere dentro di sé il giovane talento di Bahia Blanca, ancora incastrato nel limbo di chi non sa che lato far vivere.

Sono in moltissimi a configurare per Lautaro Martinez un prossimo futuro da top player assoluto, non ultimo quel Barcellona che avrebbe probabilmente fatto carte false per ottenere il suo cartellino durante l’ultima campagna trasferimenti. Ma, clausola rescissoria a parte, anche l’Inter razionalmente considera El Toro un potenziale crack.

Ecco, il problema resta sempre quella parola “potenziale”. Il nazionale argentino continua troppo frequentemente ad alternare settimane da fenomeno a giorni da sciagurato. Prestazione di Kiev a parte, il sabato del Ferraris ci aveva per esempio consegnato una discutibile sceneggiata isterica al momento della sostituzione.

E c’è da credergli che non fosse rabbia nei confronti di Antonio Conte, quanto piuttosto insoddisfazione di se stesso. L’infinito duello tra Jekyll e Hyde che ancora lo tiene distante da quella regolarità di (alto) rendimento propria dei grandi campioni. Lautaro Martinez, va detto, ha già dimostrato di poter raggiungere vette da far brillare gli occhi. Le sue capacità in area di rigore sono al di sopra di ogni sospetto, ma la sua tenuta mentale resta un punto di domanda. Indubbiamente il gradino necessario per raggiungere quello status di “top player” che tutti o quasi si aspettano possa conquistare.