Moggi chiama: «La sudditanza psicologica esiste», Nicchi risponde: «Non commento»

Serie A, Marcello Nicchi var
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L’ex dg della Juventus commenta anche il passaggio di Marotta all’Inter: «E’ finito un contratto, dove non c’è stata alcuna intenzione di rinnovarlo»

Nell’ultimo week-end il VAR è tornato al centro delle polemiche sia in tv che sulle pagine dei giornali. A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato Luciano Moggi, che ai microfoni di i Radio Crc ha detto: «Torino-Juventus? Il VAR non è una cosa attendibile, perché si parla di due arbitri, uno in campo e uno alla moviola. Sono due arbitri che dirigono in maniera diversa ed è assurdo pretendere uniformità di giudizio. L’attendibilità del VAR va provata fino a prova contraria. Un rigore per il Torino c’era sicuro, non c’è dubbio. Io non ho mai detto no al VAR, ma ho sempre detto che è una macchina soggettiva, maneggiata dall’uomo. La sudditanza psicologica esiste ed è sempre esistita. Ci sono determinate situazioni in cui si viene a pensare alla sudditanza, perché non si può pensare diversamente. La sudditanza nei miei confronti? Io sono uno che ha sempre lavorato e ha sempre raggiunto dei risultati».

Una mezza risposta l’ha data il capo degli arbitri Marcello Nicchi, all’uscita dal Consiglio federale della Figc in merito alle polemiche sollevate da Cairo e Preziosi, presidenti di Torino e Genoa, sul mancato utilizzo della Var nell’ultima giornata di campionato.: «Non devo dare riposte io, ognuno ha un ruolo e fa quello che deve fare. Se esiste la sudditanza psicologica? Non è un argomento di casa mia».