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Moviola Lazio Inter: gli episodi dubbi della finale di Coppa Italia diretta da Guida! Cosa è successo all’Olimpico
Moviola Lazio Inter: gli episodi dubbi della finale di Coppa Italia diretta da Guida! L’analisi al dettaglio di quanto successo
La finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter, terminata 0-2 per i nerazzurri, è stata una partita intensa non solo sotto il profilo tecnico, ma anche per la gestione disciplinare. L’arbitro Marco Guida ha dovuto mantenere i nervi saldi in un match che si è scaldato particolarmente nel secondo tempo, estraendo diversi cartellini per placare animi visibilmente tesi.
Primo tempo: episodi chiave e cartellini precoci
La gara si è aperta con un’immediata rigidità del direttore di gara. Già al 6′, Yann Bisseck è stato il primo a finire sul taccuino per un intervento scomposto. Al 14′, l’episodio che sblocca il match è un’autorete fortuita di Marusic, sulla quale non ci sono state proteste. Al 16′, il giallo a Bastoni è apparso ineccepibile per la durezza dell’impatto. Al 38′, Mario Gila ha rischiato grosso: l’ammonizione è arrivata puntuale, ma il difensore laziale può considerarsi fortunato per non aver visto il rosso dopo un intervento al limite.
Secondo tempo e il convulso finale
Nella ripresa, la Lazio ha cercato di alzare il ritmo, ma l’Inter ha controllato il possesso (chiudendo con un netto 67%). La tensione è esplosa all’84’: Pedro, appena entrato, ha rimediato un giallo sacrosanto per un’entrata molto ruvida, segno della frustrazione biancoceleste.
Il momento più critico per Guida è arrivato all’85’. In un solo minuto, l’arbitro ha dovuto gestire un accenno di rissa e continue proteste:
- Mattia Zaccagni, già sostituito, è stato ammonito in panchina per condotta antisportiva.
- Nicolò Barella e Federico Dimarco hanno ricevuto il cartellino giallo per eccesso di proteste. In particolare, il centrocampista sardo ha rischiato seriamente l’espulsione per i toni usati nel confronto con il direttore di gara.
In sintesi, la direzione di Marco Guida è stata autorevole: pur in una serata di alta tensione, l’arbitro ha evitato che la partita sfuggisse di mano, utilizzando i cartellini come unico strumento per arginare il nervosismo crescente delle due squadre.