Napoli, ritmi lenti e occasioni sprecate. E si riaffacciano i fantasmi del passato

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© foto Twitter Napoli

Contro l’AZ Alkmaar, il Napoli è parso lento sprecando diverse occasioni. Proprio come succedeva un anno fa

Il Napoli, in Europa League contro l’AZ Alkmaar, ha subito una “brutta mazzata” se vogliamo dirla come Gennaro Gattuso al termine della partita. La sconfitta per 1 a 0 al San Paolo, contro un avversario decimato dal Covid-19, mette in allarme l’ambiente azzurro ma, soprattutto, tiene già in bilico il passaggio al turno successivo della competizione europea. Giovedì prossimo, in casa della Real Sociedad, non dovranno esserci passi falsi altrimenti il cammino in Europa League sarà davvero compromesso.

RITMO LENTO – Contro gli olandesi, il Napoli non ha certamente meritato la sconfitta ma non ha fatto neanche di tutto per conquistarsi la vittoria. Gli azzurri sono scesi in campo col piede sbagliato, quasi a pensare che gira e rigira avrebbero poi bucato la porta dell’AZ. Ma così non è stato e, di fronte all’ottima fase difensiva degli uomini di Slot, il Napoli ha mostrato solo un possesso palla sterile e un ritmo lentissimo. Quella di Gattuso è una squadra che non può correre così piano, ha un motore troppo forte. E i motori potenti, se camminano lentamente poi vanno fuori giri. Ed è quello che è accaduto agli azzurri, lontani parenti di quei furiosi ragazzi che avevano sottomesso l’Atalanta solo pochi giorni prima.

OCCASIONI SPRECATE – Ma nonostante i ritmi lenti, il Napoli è comunque riuscito a creare diverse occasioni importanti. Nel primo tempo con Mertens che, con tutto lo specchio a disposizione, ha tirato a lato; nella ripresa con Osimhen, due volte poco cattivo sotto porta, e con un colpo di testa di Petagna finito fuori di poco. Poca precisione, gioco sterile e occasione sprecate. Ai tifosi partenopei è venuto un groppo alla gola, perché in campo sembrava esserci quel Napoli che per lunghi tratti della scorsa stagione aveva fatto dannare. I fantasmi del passato si sono fatti rivedere, ora dovrà essere bravo Gattuso a bloccare questo ritorno al passato e far tornare la squadra coi piedi nel presente; a quando stritolavano l’Atalanta.