Nazionale, Torino, fiducia: così Izzo perde tutto

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Tra le questioni delicate in casa Torino c’è da risolvere quella legata ad Armando Izzo, fuori dai piani di Giampaolo e della Nazionale

Sono passati pochi mesi da quanto Armando Izzo, universalmente, era riconosciuto tra i migliori interpreti della difesa a 3. Quotazione alle stelle, apprezzamento dei grandi club e l’alta considerazione di Roberto Mancini che gli ritaglia tre presenze in Nazionale nell’anno solare 2019. Questo 2020, invece, non è stato altrettanto soddisfacente per il difensore di Scampia, incupito dalla pessima estate granata e ora affondato dal nuovo progetto tecnico del Torino.

L’arrivo di Marco Giampaolo ha infatti aperto il varco all’equivoco: la difesa a 4 è dogma ineluttabile per l’ex tecnico del Milan che ha provato a schierare Izzo da terzino destro in quel di Firenze, ma con risultati alquanto rivedibili. Motivo per cui già nella sfida contro l’Atalanta gli è stato preferito in fascia il carneade Vojvoda e anche al centro della difesa gli spazi sembrano restringersi con la crescita esponenziale di Bremer al fianco di Nkoulou.

La prospettiva di una stagione da panchinaro di lusso si fa sempre più ingombrante sulle spalle di Izzo che, nel pieno della sua maturazione calcistica, si ritrova incastrato in un sistema palesemente poco adatto. Ecco perché una cessione sarebbe stata forse la scelta migliore anche dal punto di vista di Urbano Cairo, ora alle prese con la concreta ipotesi svalutazione per uno dei giocatori più preziosi (e costosi) del club. Saranno settimane di riflessione per il ventottenne napoletano: perdere in pochi mesi la titolarità in granata, la convocazione agli Europei e la fiducia nei propri mezzi sarebbe delittuoso per un giocatore del suo valore.