NBA, Giro d’Italia, calcio: le bolle anti-Covid non funzionano per tutti

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La gestione della NBA, la problematica del Giro d’Italia e le difficoltà del calcio: le bolle anti-Covid tengono banco nel mondo dello sport

Non c’è dubbio che il tema centrale dello sport a livello planetario sia legato alla gestione e all’organizzazione delle famose bolle anti-Covid. Una cosa va detta, per sgomberare subito il campo: senza bolle, lo sport professionistico non potrebbe andare avanti. O meglio, lo potrebbe fare ma con la certezza di non poter avere uno svolgimento regolare e il mondo del calcio se ne sta accorgendo giorno dopo giorno.

La notizia del giorno è stata l’esplosione della bolla al Giro d’Italia, una situazione che sostanzialmente mette a rischio la conclusione della corsa rosa. Dopo la prima positività di Simon Yates nei giorni scorsi, ieri è stato sfruttato il giorno di riposo per testare ciclisti e staff: il risultato è stato preoccupante, con altri due atleti trovati positivi al pari di sei membri dello staff. Uno shock che ha convinto due formazioni intere, Mitchelton-Scott e Jumbo-Visma, ad abbandonare la competizione. Insomma, è evidente a tutti quanto il ciclismo sia uno sport più complicato da rinchiudere in una bolla, se non altro per la vicinanza inevitabile con il pubblico e con la necessità delle grandi corse a tappe di dover cambiare città e alberghi quotidianamente. Sta di fatto, però, che la situazione stia rischiando di sfuggire di mano, con tanti saluti alla regolarità sportiva.

A fungere da capofila internazionale è stata invece la NBA, massima espressione del basket mondiale, che ha letteralmente rinchiuso per oltre 100 giorni giocatori e staff a Disney World, ottenendo lo straordinario risultato di non avere alcun positivo durante l’intero periodo. Un successo strepitoso dovuto a un ingente investimento da 180 milioni di dollari, ma anche a regole ferree e controlli serrati. Certo, si è trattata di una soluzione tampone per assegnare il titolo 2019/20, ma sarà ripetibile per una stagione intera? Improbabile. Perché la gestione di un campionato completo è quanto di più difficile possa esistere, ragionando sull’impossibilità nell’organizzare una bolla che duri otto mesi.

Lo stesso problema che sta affliggendo il calcio. Dopo gli esempi vincenti delle Finals di Europa League e Champions League, si è ripiombati nel caos, acuito prepotentemente dagli spostamenti oltreconfine per la finestra dedicata alle Nazionali. Se l’ipotesi bolla prolungata è evidentemente impraticabile, le soluzioni all’orizzonte sono due: accettare un campionato poco regolare oppure modificarne la formula. Ed è su quest’ultimo punto che si dovrà ragionare nelle prossime settimane: un playoff stile Champions League, Europa League o NBA è l’idea più praticabile per garantire spettacolo e salute. Facciamocene una ragione.