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Calciomercato

Raiola: «Ibra in campo per 5-6 anni, poi lavorerà per me»

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mino raiola Pogba

Il Re del Calciomercato Mino Raiola vuole Ibrahimovic in campo, poi il futuro è già segnato. Come assistente vuole lo svedese, esempio per Pogba e Lukaku

Raiola-Ibrahimovic, matrimonio indissolubile, nei fatti e nelle parole, come ha dichiarato l’agente dei calciatori più famoso al mondo, che ha in “scuderia” assi del calibri di Pogba, Donnarumma, Balotelli, Lukaku ed ovviamente la stella svedese in forza al Manchester United. Ed in un’intervista rilasciata al quotidiano svedese Expressen, Mino Raiola ha puntualizzato che vedremo Ibra ancora per tanti anni sui campi di gioco, tanto che l’ultimo infortunio (ma anche il primo serio in carriera) non frenerà certamente l’ariete nordico dall’indossare (e magari cambiare) maglia ancora per almeno un lustro. Il Re del Calciomercato è infatti così certo che ha dichiarato senza peli sulla lingua: «Deve giocare ancora 5 o 6 anni, come minimo. Non lo faccio smettere, ho lavorato in questi anni per lui e ora è il mio turno. I miei figli sono cresciuti e ho bisogno di soldi. Siamo d’accordo che durante i prossimi 5 anni lavorerà solo per me». Ed inoltre il legame continuerà anche il giorno dopo che Zlatan si sarà slacciato le scarpette, appendendole al chiodo, tanto che il futuro pare già scritto, sempre nel mondo del calcio e, probabilmente, la coppia non “scoppierà” anzi.

ibrahimovic corone svedesi

Instagram – @iamzlatanibrahimovic

«Cosa succederà tra me e Zlatan quando smetterà? Nulla. Sarà sempre nella mia vita: calciatore, imprenditore edile, direttore sportivo o allenatore non importa. Ma Dio possa aiutare colui che un giorno lo vorrà come allenatore. Sarei curioso di vedere il giocatore che si permetterà di dire a Zlatan che non sa di cosa stia parlando. Vorrei una telecamera nascosta per vedere la reazione di Zlatan nel momento in cui qualcuno possa pensare di essere migliore di lui», cosa ha aggiunto Raiola che vede nel talento svedese l’esempio del buon padre per i figlio, ovvero i propri assistiti.

«Quando Zlatan cresceva gli davo come esempio Pavel Nedved. Ora ai miei giovani do Zlatan come riferimento: ha alzato il livello. Ora aspetto qualcuno che possa alzarlo ancora di più, ma è difficile: Pogba è vicino, anche Lukaku. Hanno qualcosa dentro che non puoi comprare o creare, una fiamma speciale».