Roma, le grandi trattative dell’era americana: Alisson Becker

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Roma, le grandi trattative dell’era americana: Alisson Becker. Comprato a 8 milioni e rivenduto a 75: ma quanti rimpianti

Quando a un qualsiasi tifoso della Roma si fa il nome di Alisson, una piccola lacrima non può che scendere dal viso. Insieme a Salah, quello del portiere è il giocatore che certamente ha lasciato maggiori rimpianti nel vederlo partire. Nella Capitale arriva grazie, come al solito, a un’intuizione incredibile di Walter Sabatini. I suoi osservatori gli segnalano il brasiliano e il d.s. non ci pensa un minuto ad acquistarlo: 8 milioni all’International.

Nella prima annata giallorossa è in panchina alle spalle del sapiente Szczesny. A dispetto di quanto si può immaginare, la non titolarità (gioca soltanto in Europa League) gli dà l’opportunità di capire al meglio la realtà italiana senza incappare in pasticci che, conoscendo la Capitale, l’avrebbero penalizzato del tutto. Il progetto della Roma è ben chiaro: Alisson diventerà il portiere del futuro. E così, partito il polacco, si prende le chiavi della porta sotto la guida di Di Francesco. Impiega esageratamente poco a rendersi protagonista assoluto della squadra. Il picco della stagione, ovviamente, è la semifinale di Champions League. Capitolerà solamente sotto i colpi di quello che diventerà il suo Liverpool.

I Reds bussano in estate alla porta di Monchi. Per il nuovo direttore sportivo sono troppi i 75 milioni offerti per poter rifiutare. E nessuno lo biasima. Fatto sta che la Roma saluta quello che, almeno nell’ultimo ventennio, è stato il suo portiere più completo. Se poi la stessa estate viene sostituito col disastroso Olsen il gioco è fatto. Ci sta pensando adesso Pau Lopez, passo dopo passo, a far dimenticare Alisson, che nel frattempo ha vinto tutto in Inghilterra. E non poteva essere altrimenti.