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Sampdoria, Quagliarella: «Sogno i 200 gol in Serie A. D’Aversa tecnico cazzuto»

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L’attaccante della Sampdoria Fabio Quagliarella ha parlato dei suoi obiettivi in blucerchiato

Fabio Quagliarella, capitano della Sampdoria, fa il punto sul presente e sul futuro: le dichiarazioni dell’attaccante a Il Secolo XIX.

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STAGIONE – «Spero di dare un grande contributo come negli ultimi anni. Certo so benissimo l’età che ho, ma anche come mi alleno e la mia professionalità Sono molto tranquillo e sereno. Per quanto riguarda la squadra, come tante altre siamo ancora a lavori in corso. Qui in ritiro siamo tanti, non è facile nemmeno per il mister, sapendo anche che qualcuno andrà via. Siamo ancora  la Samp della scorsa stagione che ha fatto un ottimo campionato. Se non perdiamo nessun pezzo è una grande conquista. Siamo nelle mani di Ferrero…».

RUOLI – «Mi dicono, l’anno scorso ti sei gestito… semmai mi gestiva Ranieri. Fosse per me le giocherei tutte dal primo all’ultimo minuto. Il faccio il calciatore, tu l’allenatore. Se tu pensi che io debba riposare, non mi chiedere se me la sento o no, ti rispondo sempre di sì. Ho una grande voglia di giocare, so che sono gli ultimi colpi… ma capisco anche l’allenatore. Non stare a pensare se io mi possa  incazzare o meno se mi lasci fuori. Ogni scelta è condivisa. Alla Altafini… so benissimo che non posso giocarle tutte, certe partite è anche meglio subentrare».

OBIETTIVI – «Sogno i 200 gol in A, ma è lunga. Ora mi piacerebbe andare in tripla cifra con la Sampdoria, dovrebbe essere lì, ma non diciamo niente… sarebbe per me una grande soddisfazione».

FUTURO – «Innanzitutto ci tengo a ringraziare Ferrero per il contratto. Per il resto è capitata l’occasione di fare questo corso, mi sono detto mi porto avanti, è sempre meglio avere qualcosa in mano quando smetto. Non so quando, ma non credo sia a lunga gittata… non dico oggi che il prossimo sarà l’ultimo, farò il bilancio a metà. però mi piacerebbe restare nella Sampdoria, se ci sarà la possibilità, cominciando ad allenare i ragazzini. Dicono che quando smetti ci vogliono due anni per capire che vuoi fare nella vita. Io poi sono per la gavetta in tutte le cose, il passaggio improvviso dal settore giovanile alla prima squadra non fa per me. Alla Mancini o Zidane. Sono per fare le mie esperienze, prendere le mie mazzate, come da calciatore, passato dalla C2 alla A».

BLUCERCHIATO – «Sì, ormai mi sento di famiglia, parte integrante del mondo Sampdoria. Percepisco l’affetto dei tifosi. Già nel 2006 avevo avuto un impatto positivo, mi era sempre rimasta dentro quella sensazione che un giorno sarei tornato. Ma mai avrei immaginato che storia sarebbe uscita fuori».

D’AVERSA – «Un allenatore cazzuto, propone allenamenti molto intensi alla riceda di calcio offensivo. Mi piace. Poi ovvio c’è bisogno di tempo, di capire le sue idee, e riusciremo ancora meglio quando entreremo in condizione. È di rottura rispetto agli ultimi nostri allenatori, ma per me è uno stimolo. Mi piacciono le novità. A livello di intensità, di urla, assomiglia un po’ a Conte, allo stesso Giampaolo. Secondo me il prossimo campionato sarà particolarmente bello, sono arrivati tanti allenatori importanti, Mourinho, Allegri, Sarri, Spalletti, portano novità».